mercoledì 31 marzo 2010

La maschera del cattivo

La maschera del cattivo

Sulla mia parete è appesa una xilografia giapponese
La maschera di un demone cattivo, dipinta con lacca d'oro.
Pieno di compassione vedo
Le gonfiate vene frontali, segno di
Quanto è faticoso essere cattivo.


di Bertolt Brecht

Amy e Isabelle



Titolo: Amy e Isabelle
Autore: Elisabeth Strout
Editore : Fazi
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.480


È la storia, questa, di una cittadina anonima della provincia americana. Di un'estate straordinariamente torrida. Di un microcosmo di donne, impiegate presso gli uffici di una fabbrica locale. Tra queste c'è Isabelle, ancora giovane, che tenta di celare il proprio misterioso passato dietro una facciata di decoro e perbenismo; e c'è la figlia Amy, una timida adolescente con un segreto che non riesce a tenere nascosto. Il rapporto tra le due è teso, intessuto di cose non dette e di una reciproca incomprensione che si trasforma in aperta ostilità quando la madre scopre nella figlia l'esuberanza e la voglia di vivere che un tempo erano state le sue, il suo stesso desiderio di darsi a un altro e di essere amata. Il mondo di Amy e Isabelle crollerà violentemente all'improvviso, e dopo un toccante, impietoso confronto durante una drammatica notte niente sarà più come prima. Con la prefazione di Valeria Parrella.

Santa Savina

Santa Savina

Alla fine del III secolo d. C. la persecuzione di Diocleziano era nella sua fase più terribile, chiunque osasse manifestare qualche tendenza verso la fede cristiana veniva torturato e ucciso. Le vittime furono moltissime ma la leggenda ne ricorda in particolare due: Naborre e Felice, militi mauritani. Naborre e Felice dopo lunghe ed efferate torture vennero decapitati a Lodi, e i loro corpi furono trafugati da una donna cristiana, Savina, che li nascose in casa sua e l'imbalsamò.
I corpi di Naborre e Felice rimasero in casa di Savina finché al persecuzione di Diocleziano non iniziò a scemare, cioè circa 20 anni.
In quel periodo il vescovo di Milano, approfittando della relativa calma, decise di recuperare in città i corpi di tutti i cristiani uccisi e seppellire le loro salme con tutti gli onori.
Saputo della decisione del vescovo, Savina colse l'occasione di portare le salme dei due martiri. Nascose i due corpi in una botte di legno e con molta fatica li caricò sul carro.
Arrivò sul fiume Lambro cercando di pensare un modo per traghettare senza essere vista dai soldati o gabellieri; trovò un punto molto isolato, ma arrivata sull'altra sponda scoprì di essere capitata in un posto di blocco. I guardiani chiesero spiegazioni a Savina, ma si mostrarono molto scettici a causa della tarda ora e della scelta del luogo di traversata del fiume.
Savina rispose prontamente ai soldati che stava trasportando miele ma questi non gli credettero; uno dei soldati schiodò un asse della botte e vi immerse la mano, quando la ritrasse, con molto stupore da parte di Savina, la mano grondava di miele. Naborre e Felice ebbero un'adeguata sepoltura e vennero sepolti nel cimitero di porta Vercellina dove poi sorse una basilica in loro memoria. Savina morì pregante sulle tombe dei due martiri; si crede sia sepolta nella basilica Ambrosiana venerata come protettrice delle madri milanesi.
Il luogo in cui avvenne il miracolo da allora cambio nome: da il villaggio del Grano divenne Melegnano a causa del miele e la basilica si chiamò Sant'Ambrogio.

Le storie di William Shakespeare - Vol.1



Titolo: Le storie di William Shakespeare - Vol.1
Autore: Leon Garfield – Cecco Mariniello
Editore: Nuove Edizioni Romane
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.344


Nuova edizione di un grande classico, in due volumi, della letteratura per ragazzi. Già i fratelli Lamb, nel 1806, avevano raccontato, con omissioni legate alle censure del loro tempo, Shakespeare ai giovani. Qui le trame e i personaggi dei capolavori del Bardo diventano racconti di guerra e di amori, in cui un uso della narrazione moderno si alterna, conservandole, alle battute originali dei dialoghi shakespeariani.

Età di lettura: da 8 anni.

martedì 30 marzo 2010

Lavorare stanca

Lavorare stanca

Traversare una strada per scappare di casa
lo fa solo un ragazzo, ma quest’uomo che gira
tutto il giorno le strade, non è più un ragazzo
e non scappa di casa.


Ci sono d’estate
pomeriggi che fino le piazze son vuote, distese
sotto il sole che sta per calare, e quest’uomo, che giunge
per un viale d’inutili piante, si ferma.
Val la pena esser solo, per essere sempre più solo?
Solamente girarle, le piazze e le strade
sono vuote. Bisogna fermare una donna
e parlarle e deciderla a vivere insieme.
Altrimenti, uno parla da solo. È per questo che a volte
c’è lo sbronzo notturno che attacca discorsi
e racconta i progetti di tutta la vita.


Non è certo attendendo nella piazza deserta
che s’incontra qualcuno, ma chi gira le strade
si sofferma ogni tanto. Se fossero in due,
anche andando per strada, la casa sarebbe
dove c’è quella donna e varrebbe la pena.
Nella notte la piazza ritorna deserta
e quest’uomo, che passa, non vede le case
tra le inutili luci, non leva più gli occhi:
sente solo il selciato, che han fatto altri uomini
dalle mani indurite, come sono le sue.
Non è giusto restare sulla piazza deserta.
Ci sarà certamente quella donna per strada
che, pregata, vorrebbe dar mano alla casa.


di Cesare Pavese

Scene dalla vita di un villaggio



Titolo: Scene dalla vita di un villaggio
Autore: Amos Oz
Editore : Feltrinelli
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.200


Un uomo capita, quasi per caso, in un pittoresco villaggio d'Israele,Tel Ilan. Tutto sembra immerso in una quiete pastorale, se non fosse che invece, in quell'armonia formicolano segreti, fenomeni inquietanti, tresche amorose, eventi di sangue. Tocca al visitatore cercare di svelare l'enigma, o anche soltanto conciliarsi con tutti questi misteri. Come quello di Benny Avni, capo del consiglio del villaggio, che un giorno riceve un biglietto dalla moglie con solo cinque parole:"Non ti preoccupare di me". Il marito naturalmente si preoccupa, la cerca in casa, in un rifugio antiaereo in rovina, in una sinagoga vuota, in una scuola - e questo è quanto. Non sapremo mai dov'è finita la moglie di Benny Avni. Né sapremo mai l'identità di quella strana donna con pantaloncini kaki e scarpe da passeggiata, che improvvisamente appare davanti all'agente immobiliare Tossi Sasson. O cosa è successo al nipote di Gili Steiner, che doveva venire al villaggio con l'ultimo autobus, ma non si è mai visto. O chi sia lo strambo Wolf Maftzir, che si infiltra nella vita e nella casa di Ariel Zelnick. Qualcosa di terribile è accaduto nel passato dei protagonisti di Tel Ilan. Qualcosa non è stato assorbito dalle loro menti e non è stato preservato nelle loro memorie, eppure esiste da qualche parte, nelle cantine, freme negli oggetti stessi, vissuto ancora e ancora attraverso il dimenticare, il ritorno e il disturbo, in attesa del momento della rivelazione.

Giuvan tira campan

Giuvan tira campan

Giuvan tira campan,

tira curdet,
va a cà dal fulet.

L’etica in un mondo di consumatori



Titolo: L’etica in un mondo di consumatori
Autore: Zygmunt Bauman
Editore : Laterza
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.240


Smantellata gran parte dei limiti spazio-temporali che delimitavano le potenzialità delle nostre azioni, non possiamo più ripararci dalla ragnatela della dipendenza globale. E questa la situazione in cui, volenti o nolenti, portiamo avanti oggigiorno la nostra storia comune. Anche se molto - forse tutto o quasi tutto - in questa storia in divenire dipende dalle scelte umane, le condizioni in cui tali scelte vengono fatte non sono a loro volta soggette a scelta. Si può essere "favorevoli" o "contrari" rispetto alla nostra interdipendenza planetaria, ma sarebbe come dire di essere a favore o a sfavore della prossima eclissi solare o lunare. Acconsentire od opporsi, però, alla forma squilibrata che la globalizzazione della condizione umana ha assunto fino a questo momento, questo sì che può fare una grande differenza.

Sedna, regina degli inferi

Sedna, regina degli inferi

C´era una volta un indiano che viveva su un litorale disabitato con la figlia Sedna. Questa era tanto bella quanto orgogliosa, e non vi era nessun ragazzo che potesse intenerire il suo cuore chiedendola in sposa.
Un giorno però un alcione volò da oltre il mare e la sedusse col suo canto melodioso, dicendole che se l´avesse seguito al suo villaggio sarebbe vissuta per sempre nella ricchezza e nulla le sarebbe più mancato.
La ragazza cedette alle tentazioni, ma una volta trasferitasi nel paese degli alcioni si accorse di essere stata ingannata: non c´erano pelli preziose né banchetti sontuosi, ma tessuti squamosi e pesce disgustoso che gli uccelli le offrivano come pasto. La ragazza passava così le giornate chiamando il padre, affinché venisse a liberarla. Questi un anno dopo, quando le acque furono solcate da venti più caldi, attraversò il mare ed andò a trovare la figlia, convinto che fosse circondata da ricchezze di ogni tipo. Sedna però gli rivelò l´inganno dell´alcione: il padre punì il traditore con la morte e poi si diede alla fuga con la figlia.
Il viaggio in mare fu spaventoso: gli alcioni per vendicare l´amico ucciso provocarono una tempesta, e il padre vedendosi arrivare contro onde alte come montagne decise di lasciar loro la ragazza gettandola in mare. Sedna si aggrappò alle corde della barca ed il padre le tagliò la prima falange di tutte le dita in modo da farle mollare la presa. Questo non fu sufficiente: il padre le tagliò anche la seconda falange, e gli alcioni ormai sicuri che la ragazza sarebbe annegata placarono la tempesta che avevano scatenato. Il padre allora permise alla figlia di tornare sulla barca.
L´odio però l´aveva ormai corrotta al punto da farle meditare una vendetta atroce contro il genitore: durante la notte ordinò ai suoi cani di divorargli i piedi e le mani, e questi obbedirono nonostante le sue orrende grida che maledicevano la ragazza. La terra non poté sopportare più a lungo quell´orrore: si dischiuse, e la capanna dove i due abitavano sprofondò nelle sue viscere. Ora si dice che vivano negli inferi, là dove Sedna è regina.

Fiaba del Canada

Al di qua del muro



Titolo: Al di qua del muro
Autore: Vanna Vannuccini
Editore: Feltrinelli
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p. 128


Vanna Vannuccini racconta la storia di un gruppo di ragazzi (di circa 12-13 anni) di Berlino Est nel periodo che va da pochi mesi prima della caduta del Muro alla riunificazione della Germania. I ragazzi frequentano una scuola a ridosso del Muro, presenza quotidiana nella loro vita. Ma qual è la quotidianità nella Germania dell'Est? In che cosa è diversa da quella dei loro coetanei che si trovano a pochi metri al di là del Muro? Che cosa succede nell'autunno del 1989? La loro vita sarà la stessa? Tante domande, tante risposte diceva Bertolt Brecht. E questo racconto, che mescola la storia contemporanea con la storia quotidiana è capace, per l'appunto, di rispondere. Torniamo tutti ai mesi decisivi che ci hanno fatto più consapevoli e forse più ricchi di futuro.

Età di lettura: da 10 anni.

sabato 27 marzo 2010

Fa' ch'io per te sia l'estate……

Fa' ch'io per te sia l'estate……

Fa' ch'io per te sia l'estate
Quando saran fuggiti i giorni estivi!
La tua musica quando il fanello
Tacerà e il pettirosso!
A fiorire per te saprò sfuggire alla tomba
Riseminando il mio splendore!
E tu coglimi, anemone,
Tuo fiore per l'eterno!

Emily Dickinson

Quello che mi spetta



Titolo: Quello che mi spetta
Autore: Saniee Parinoush
Editore : Garzanti
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.432


Teheran. A quindici anni Masumeh non ha mai conosciutola libertà. Conosce l'obbedienza. Al padre e ai fratelli. Conosce le percosse, di cui spesso è vittima. Conosce i doveri che si pretendono da una ragazza d'onore come lei: portare il chador, servire l'uomo sempre e comunque, camminare svelta con lo sguardo rigorosamente rivolto verso il basso. Eppure, oggi. Masumeh ha disobbedito. Ha usato alzare gli occhi verso il giovane che ogni giorno la osserva negli stretti vicoli della città. Lui è Saeid e lavora come apprendista in una farmacia. Basta poco perché quello scambio di sguardi si trasformi in un amore forte e appassionato. Un amore pericoloso, impossibile da nascondere. A scoprirli è il fratello maggiore di Masumeh. La ragazza deve essere punita, si è macchiata del peggiore dei peccati, amare. Ma le botte e la violenza non bastano. Per salvare l'onore della famiglia si deve sposare subito, con un uomo scelto dai fratelli. Da questo momento in poi a Masumeh non resta altra scelta che accettare il suo destino. Prima come moglie dedita a compiacere ogni desiderio di un marito assente ed egoista, poi come madre di tre figli. E mentre l'Iran è sconvolto dalla rivoluzione, attingendo a una forza che non credeva di avere, la donna sacrifica sé stessa per crescerli e farli studiare. A darle coraggio è l'amore silenzioso che coltiva dentro di sé. Perché non ha mai dimenticato Saeid. E attende solo il giorno in cui finalmente forse avrà quello che le spetta.

Tazio ha un segreto



Titolo: Tazio ha un segreto
Autore: Angelo Petrosino
Editore: Piemme
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.176


Una sera Tazio telefona a Valentina e le dice che è successa una cosa terribile a suo padre: i carabinieri sono venuti a prelevarlo per portarlo in carcere. Il giorno seguente Tazio non vorrebbe andare a scuola: la faccenda sarà sui giornali, i compagni di classe ne saranno informati… Questa volta Valentina come potrà aiutarlo?

Età di lettura 8 anni.

La leggenda del gigante Tifeo

La leggenda del gigante Tifeo

La leggenda narra che la Sicilia è sorretta da un gigante:di nome Tifeo, che osò impadronirsi della sede del cielo e per questo venne condannato a questo supplizio.
Sopra la sua mano destra sta Peloro (Messina), sopra la sinistra Pachino, Lilibeo (Trapani) gli comprime le gambe, e sopra la testa grava l'Etna.
Dal fondo supino, Tifeo inferocito proietta sabbia e vomita fiamme dalla bocca. Spesso si sforza di smuovere il peso e di scrollarsi di dosso le città e le grandi montagne: allora la terra trema.

I due furbi

I due furbi

Un mercante, conosciuto da tutti per essere molto furbo, prese un cesto e lo riempì di carta, ci mise del sale sopra, e lo dispose talmente bene da far sembrare che il suo paniere fosse pieno di sale.
La stessa idea venne a un altro mercante, che però al posto del sale sistemò dei tessuti colorati. I due uomini lasciarono i rispettivi villaggi e andarono a vendere i loro prodotti. Quando si incontrarono il primo uomo rimase colpito dai tutti quei tessuti e disse: " Nel mio villaggio le donne non trovano più tessuti per cucirsi i vestiti". E l´altro di rimando: "Nel mio villaggio si mangia sempre insipido". Entrambi convinti di fare un ottimo affare, e di truffare l´altro, decisero di scambiarsi i loro cesti. Quando tornarono ognuno al proprio villaggio, e aprirono i cesti, le urla di disperazioni si sentirono da molto lontano.


Favola Nigeriana

Sotto cieli noncuranti



Titolo: Sotto cieli noncuranti
Autore: Benedetta Cibrario
Editore : Feltrinelli
Anno di pubblicazione: 2010

Dettagli: p.256

Matilde ha dodici anni. Non sopporta i guanti spaiati e compie piccoli, bizzarri rituali per addomesticare la realtà, per darle un ordine. È un dicembre torinese, pieno di neve e di ombre. Pochi giorni prima di Natale, il padre di Matilde, il magistrato Giovanni Corrias, è chiamato a indagare sul caso di un bambino morto in circostanze misteriose. Mentre avvia i primi accertamenti e formula le prime ipotesi sua moglie viene investita da un’auto, ed è come se la sorte disegnasse una sua geometrica contemporaneità. Al colpo durissimo il magistrato risponde facendo leva sul senso del dovere e della professione, aggrappandosi alle indagini in corso. Violaine, una giovane poliziotta laureata in psicologia, lo aiuta a ricostruire la sequenza dei fatti. Matilde, intanto, osserva gli adulti e il loro dibattersi alle prese con la fragilità dell’esistenza. Con ostinata tenerezza si domanda in che maniera curare il dolore del padre e delle sorelle, nella convinzione che spetti a lei tentare di aggiustare quello che si è improvvisamente rotto, e alla geometria oscura della morte se ne sovrappone un’altra, luminosa e impalpabile.

giovedì 25 marzo 2010

"Oh, come sono permeabili .....

"Oh, come sono permeabili .....

"Oh, come sono permeabili le frontiere umane!
Quante nuvole vi scorrono sopra impunemente,
quanta sabbia del deserto passa da un paese all'altro,
quanti ciottoli di montagna rotolano su terre altrui
con provocanti saltelli!

(...) Solo ciò che é umano può essere davvero straniero.
Il resto é bosco, lavorio di talpa e vento.

" Wislawa Szymborska, Salmo

"proposta da Susi"

Assalto a un tempo devastato e vile



Titolo: Assalto a un tempo devastato e vile
Autore: Giuseppe Genna
Editore : Minimum Fax
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.330



Un libro cult di Giuseppe Genna, l'opera che al momento della sua prima pubblicazione fece gridare alla nascita di una voce potente e originale della letteratura italiana. Oggi questo piccolo classico contemporaneo torna in una nuova edizione riveduta e ampliata. Utilizzando le forme del racconto, del saggio, del reportage, Genna esplora il cuore delle città in cui viviamo e di un paese intero, componendo un vertiginoso mosaico del nostro tempo. Le storie, le parabole, le analisi, gli ammonimenti che Genna mise su carta sul finire degli anni Novanta oggi suonano paurosamente profetici. La degradazione delle periferie, l'impoverimento economico, il crollo della solidarietà e delle regole di convivenza, e soprattutto la desertificazione etica e spirituale di un intero popolo visti dalla lente deformante di una Milano fredda e inumana sono pugni nello stomaco difficilmente dimenticabili. Ma anche i racconti autobiografici, le riflessioni sulla letteratura, sulla religione, sui più scottanti temi politici e sociali, fanno di "Assalto" una bussola e un compagno di viaggio per tempi sempre più incerti.

Piume di fuoco



Titolo: Piume di fuoco
Autore: Matthew Skelton
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.256


Cirrus non è il tipico bambino cresciuto in un orfanotrofio: sveglio, vivace e intraprendente, ha avuto un'infanzia felice e sogna viaggi lontani, proprio come faceva suo padre. Cirrus non l'ha mai conosciuto e non immagina che fosse il coraggioso marinaio James Flux, colui che navigò i confini del mondo e riuscì a catturare il Respiro di Dio, una potentissima energia che rinchiuse in un talismano a forma di sfera. Chi la credeva perduta per sempre non sa che ora si trova tra le mani di Cirrus e che è diventata un pegno, il dono che ogni bambino riceve dai genitori prima di essere abbandonato. Ma la notizia giunge alla temibile Madame Orrery, mesmerizzatrice appartenente alla Gilda della Scienza Empirica, capace di cancellare la memoria e leggere nel pensiero. Per proteggere il talismano Cirrus dovrà fuggire, nascondendosi dal diabolico sistema di specchi che sorveglia la città per conto della megera, mentre una curiosa mongolfiera e uno sfavillante Uccello del Fuoco scendono dal cielo.

Età di lettura: da 11 anni.

martedì 23 marzo 2010

L'acqua è insegnata dalla sete

L'acqua è insegnata dalla sete

L'acqua è insegnata dalla sete.
La terra, dagli oceani traversati.
La gioia, dal dolore.
La pace, dai racconti di battaglia.
L'amore da un'impronta di memoria.
Gli uccelli, dalla neve

Emily Dickinson

Titolo: Il mondo delle cose



Titolo: Il mondo delle cose
Autore: Michael Zafoorian
Editore : Marcos Y Marcos
Anno di pubblicazione: 2010

Dettagli: p.288

Scopri che tua moglie ti tradisce, e il tuo cuore inizia a produrre un rumoraccio insostenibile, peggio dello sciacquone di un cesso. E quegli inutili, bellissimi, benedetti animali che sei costretto a sopprimere ogni giorno tornano in sogno di notte per vendicarsi. Per giunta, qualcuno inizia a spargere bigliettini con scritto che fai schifo. Mentre le cose, insomma, parrebbero perdere calore ed energia, e andarsene in direzioni senza senso, scopri che la tua vecchia, fallitissima Detroit ti è profondamente amica, che ha moltissimo da offrirti. Milioni di negozi Second hand felicemente incasinati, dove scavare in cerca di tesori che nessuno ha mai scoperto. La stanza fortunata, che batte qualsiasi diagnosi di sterilità. A grande sorpresa, tu e tua moglie concepite lì il vostro primo figlio. Una vecchia tostissima, che resiste a ogni acciacco con i colori, e impugna i pennelli a caccia di bellezza con la grinta di un guerriero. Il mondo, come la casa dei tuoi, è un campo minato di emozioni, vecchio mio. Tuffati e osa: non sei che all'inizio di una grande, strepitosa avventura.

Pioeuf

Pioeuf

Pioeuf, pioeuf,

la gaina l’ha faa i oeuv,
la fa i oeuv in sou'l sure,
pioeuf, pioeuf a mo pou sé


Titolo: No
Autore: Paola Capriolo
Editore: E.Elle
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.96


E’ il 1955.ln molti stati del Sud degli Stati Uniti, le persone di colore non godono ancora di diritti pari ai bianchi. Sembra impossibile, ma quasi cento anni dopo l'abolizione della schiavitù, regole rigidissime dividono nettamente gli uni e gli altri. E un giorno come tanti altri dopo essere salita sull'autobus dalla porta anteriore, aver pagato il biglietto, essere scesa e risalita dalla porta posteriore, Rosa Parks, per rispettare queste regole, dovrebbe alzarsi per cedere il posto a sedere a un bianco nel bus affollato. Ma dice no. Da questa semplice parola scoppia un caso, e Rosa viene arrestata. La comunità nera locale guidata da un giovane pastore di nome Martin Luther King organizza un boicottaggio alla società dei trasporti, e porta la vicenda di Rosa fino alla Corte Suprema degli Stati Uniti. Alla fine, la segregazione sugli autobus viene dichiarata incostituzionale, e comincia così una pagina nuova della storia americana. La vicenda di una delle più grandi figure femminili del ventesimo secolo, protagonista di una intensa e appassionante pagina della storia.

Età di lettura: da 12 anni

lunedì 22 marzo 2010

LA CORAGGIOSA ADELINA

LA CORAGGIOSA ADELINA

In una piccola città, tra tante case appiccicate l'una all'altra viveva Adelina. Adelina era una bambina molto paurosa, così tanto da non uscire quasi di casa.
La città di Adelina era una città un po' triste, il cielo era sempre grigio, i fiori erano piccolissimi e avevano colori tenui tenui quasi bianchi, le galline facevano poche uova,le mucche facevano poco latte e i cani nei cortili abbaiavano poco e non sapevano cosa volesse dire scodinzolare allegramente quando incontravano un bambino.
Anche gli abitanti di Tristezza, così si chiamava la città, camminavano per le strade a passo lento,sempre con la testa bassa e svolgevano le loro faccende senza entusiasmo e in silenzio.
I bambini di Tristezza avevano poca voglia di giocare nei giardini... faceva freddo e il cielo così grigio faceva sembrare sempre sera e ora di tornare a casa.
A scuola ci andavano per carità, ma non avevano interesse nell'imparare a leggere e a far di conto, nemmeno la ricreazione li rendeva felici...in giardino ci andavano poco e mal volentieri, preferivano restare in classe a mangiare la merenda chiacchierando a bassa voce.
Capite anche voi che in una città così non è certo bello vivere, non si sentono nemmeno gli schiamazzi che i bambini fanno quando giocano nei giardini riempiendo i cuori dei nonni!
Un giorno riordinando la soffitta, una vecchia signora trovò un libro tutto impolverato, chissà da quanto tempo era lì!
Incuriosita la signora lo portò nella sua cucina, lo ripulì e iniziò a sfogliarlo. Già dalle prime pagine venne affascinata dalle illustrazioni di quel libro: disegni molto colorati che raffiguravano prati fioriti, bambini che correvano felici,mucche che pascolavano nei prati, ma soprattutto notò nel cielo una grossa palla rossa e gialla.
Nel libro si raccontava la storia di un paese dove gli abitanti vivevano sereni e contenti, ma soprattutto si parlava di come, il sole, quella palla gialla e rossa, riscaldava e risplendeva sopra ogni cosa.
“Che bello se anche noi potessimo riscaldarci al sole!” disse la vecchina. Subito fece vedere il libro alle sue amiche e in men che non si dica tutti gli abitanti di Tristezza vennero a sapere dell'esistenza del libro ritrovato.
Riunitisi in piazza sotto un cielo grigio grigio iniziarono la lettura e scorrendo le pagine si accorsero che parlava proprio del loro paese. Cosa sarà mai successo a Tristezza per far scappare via il sole? Nessuno lo sapeva ma sicuramente bisognava trovare una soluzione!
“Bisogna che qualcuno parta alla ricerca del sole e gli chieda di tornare a Tristezza a riscaldare il cuore di tutti noi!” disse il sindaco.
Il viaggio sarebbe stato lungo e incerto, nessuno sapeva dove si poteva incontrare il sole e avvicinarsi a lui senza scottarsi. Gli abitanti di Tristezza stettero in silenzio nessuno aveva il coraggio di affrontare quell'impresa.
“ Se volete ci posso provare io!” si sentì dopo un lungo silenzio salire dalla folla. Era la voce di Adelina che, trovando il coraggio che non aveva mai avuto, voleva a tutti i costi riportare il sole nel suo paese. Gli abitanti, commossi dalla forza dimostrata dalla bimba, iniziarono cori di incoraggiamento e gridarono a gran voce il suo nome “ADELINA- ADELINA-ADELINA”
La bambina emozionata e orgogliosa della fiducia che gli abitanti di Tristezza riponevano in lei, partì.
Incamminandosi per il suo viaggio Adelina, subito notò che i prati lontano dalla sua città erano diversi. I fiori avevano colori accesi, il rosso dei papaveri era un bel rosso, il giallo delle primule e dei girasoli un bel giallo,il blu dei fiordalisi un blu intenso, persino il bianco delle margherite sembrava così splendente da emanate una luce sua.
Cammina cammina, si trovava sempre più immersa in un mondo pieno di profumi e colori, ma soprattutto si sentiva riscaldare dalla palla di fuoco che brillava in cielo.
“ Dove vai bella bambina?” sentì ad un certo punto Adelina mentre un bel venticello le scompigliava i capelli.
Era il vento Ponentino che se ne andava a spasso a rinfrescare un po' tutti con la sua brezza leggera.
“Ciao...chi sei?”chiese la bimba
“Sono Ponentino! Un vento leggero e tutti sono contenti quando arrivo io.” disse lui.
“ Tu che sei sempre in movimento e viaggi molto forse mi puoi aiutare?”disse Adelina raccontando la sua storia. Ponentino accettò subito di aiutarla, lui sapeva dove poter incontrare il sole senza bruciarsi. Seguendo il suo nuovo amico ben presto Adelina si trovò in cima ad una montagna dove il sole sembrava così vicino.
“ Oh sole come sei bello e luminoso, perché non torni nella mia città a portare gioia e felicità tra la mia gente?”
Il sole spigò alla bambina che non aveva abbandonato la sua città, ma era solo nascosto dai nuvoloni grigi che non volevano più andarsene.
“ Però ti posso regalate un po' del mio calore così potrai portare a casa un po' di gioia per i tuoi amici”.
Così dicendo il sole, regalò ad Adelina una sua fiamma, bella e vivace di nome Fiammetta.
Adelina, Fiammetta e Ponentino si incamminarono per il viaggio di ritorno, Ponentino soffiando leggero spingeva Fiammetta nella direzione giusta e al loro passaggio tutto risplendeva ancora di più.
Giunti a Tristezza il trio si accorse subito che tutti gli abitanti che incontravano ritrovavano il sorriso e i bambini iniziarono a correre felici nei prati. Tutto quello che Fiammetta sfiorava prendeva nuova vita, i fiori ripresero i loro colori, i galli e le galline cantarono nei pollai e i cani iniziarono ad abbaiare e a correre incontro ai bambini scodinzolando. Che bello vedere Tristezza con questa nuova vita.
Ponentino commosso da tutta questa felicità decise di aiutare anche lui gli abitanti della cittadina a ritrovare il sole, chiamò il suo amico Vento Uragano che, soffiando a più non posso, spazzò via le nuvole dal cielo.
Subito il sole iniziò a risplendere sopra Tristezza che tornò in tutto il suo splendore, le case sembravano ridipinte di nuovi colori! Gli abitanti per la gioia decisero di cambiare il nome della loro città, da Tristezza in Felicità e in onore di Adelina e del coraggio da lei dimostrato, organizzarono una gran festa che durò una settimana. Tutti ballarono e cantarono come non facevano più da anni.
Fiammetta e Ponentino, ormai amici di Adelina, decisero di abitare a Felicità, stando sempre attenti che i grigi nuvoloni si fermassero sopra alla città solo il tempo necessario per un po' di pioggia indispensabile a bagnare i campi e rinfrescare l'aria.


di Gabriella Pagani
Insegnante Scuola dell'Infanzia "B. Munari" di Pregnana Milanese

Per fare un prato

Per fare un prato

Per fare un prato basta un filo d’erba e un’ape
Un filo d’erba e un’ape
E un sogno
Un sogno può bastare
Se le api sono poche

Emily Dickinson

La compagna di scuola



Titolo: La compagna di scuola
Autore: Madeleine Wickham
Editore : Mondadori
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.288



Tre amiche per la pelle recitano la parte delle donne felici. Ma lo sono davvero? Maggie, Roxanne e Candice, tre amiche trentenni che lavorano nello stesso giornale a Londra, si ritrovano una volta al mese in un bar alla moda per un buon drink e quattro chiacchiere tra di loro. Maggie, elegante e sicura di sé, incarna perfettamente il ruolo di direttore della rivista per cui lavora, ma, incinta del primo figlio, vive con ansia la maternità. Roxanne, scrittrice di viaggi di successo, sogna di potere un giorno sposare il suo amante segreto, che però ha già una moglie. Candice è la più dolce e naïf delle tre, ma la sua generosità rischia di rovinarle la vita. Pagina dopo pagina si scoprirà che le tre amiche per la pelle, che sembrano appagate dalla loro vita professionale e personale, nascondono in realtà molti segreti.

La Fenice

La Fenice

Volando tra il deserto e il mare, la fenice scorse in lontananza il fuoco di un bivacco. Allora capì che il tempo della grande prova era giunto. Doveva aver fiducia ed abbandonarsi tranquilla al suo destino.
Si librò solenne nell'aria, ad ali ferme e tese, poi con larghe ruote, incominciò a discendere. Era più grande di tutte le aquile, e più bella, per il vivido piumaggio di mille colori.
Quando fu sopra al fuoco del bivacco sentì la fiamma lambirle le piume e fedele a se stessa si lasciò cadere sul rogo. Ma quando il fuoco si spense, dal mucchio delle ceneri si sprigionò una fiammella azzurra; ondeggiò nell'aria, si levò in alto aprendosi come se avesse le ali. Era la fenice che rinasceva dalle sue ceneri per vivere nel cielo altri cinquecento anni.

Leggende raccolte da Leonardo Da Vinci

Occhio alle stelle



Titolo: Occhio alle stelle
Autore: Sofia Gallo
Editore: Blu edizioni
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.96


Il magico mondo dello spazio, delle stelle, dei pianeti, raccontato e illustrato per i più piccoli. Il nuovo libro di Sofia Gallo, in collaborazione con Simona Romanello e Marco Brusa e dell'illustratrice Petra Probst costruisce un percorso fatto di stupore e scoperte, ricco di disegni, notizie, curiosità capaci di coinvolgere i lettori dagli 8 ai 12 anni. Tavole colorate, schede tematiche, box di approfondimento (su Marte, sulle esplorazioni spaziali, sulle costellazioni e le comete...) fanno da corollario a un testo capace di essere rigoroso ma divulgativo, che riesce ad avvicinare i ragazzi a un tema così complesso facendoli divertire e giocare con disegni e parole.

Età di lettura 8 anni.

La mia ruota è nel buio!....

La mia ruota è nel buio!....

La mia ruota è nel buio!
Non vedo neppur uno dei suoi raggi,
Eppure so che il suo passo stillante
Si volge sempre in giro.
Il mio piede è sull'onda!
Strada non frequentata -
Pure tutte le strade
Portano a una radura.
Alcuni hanno lasciato ormai la spola -
Nella tomba operosa
Altri fanno un lavoro inconsueto.
Altri con nuova, solenne andatura,
Regalmente oltrepassano il cancello,
Respingendo il problema a voi ed a me!


Emily Dickinson

domenica 21 marzo 2010

La porta delle lacrime



Titolo: La porta delle lacrime
Autore: Abraham Verghese
Editore : Mondatori
Anno di pubblicazione: 2010

Dettagli: p.688

Una giovane suora infermiera venuta dall'India muore al Missing Hospital di Addis Abeba dando alla luce due gemelli maschi, Shiva e Marion, dopo una gravidanza segreta. Thomas Stone, medico dell'ospedale e probabile padre dei due figli, fugge devastato dal dolore. È Marion Stone a raccontare la sua lunga, epica storia che comincia con un'infanzia serena accanto ai genitori adottivi - anch'essi medici a Missing - e al fratello, al quale è unito da un forte legame e da una grande passione per la medicina. E poi la fuga in Etiopia, il tradimento del fratello che seduce Genet, la ragazza che Marion ama e che segnerà la sua vita per sempre; infine Marion in America, medico in un ospedale del Bronx, quando si vedrà costretto ad affidare la propria vita al padre che lo ha abbandonato e al fratello che lo ha tradito.

Il bambino delle ombre



Titolo: Il bambino delle ombre
Autore: Giorgio Vita
Editore: Giunti
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.448


Leida, estate 1606. Gli spagnoli sono stati già scacciati dai Paesi Bassi e, anche se per la tregua occorrerà aspettare ancora due anni, i mulini a vento eretti sui bastioni hanno già ripreso a lavorare, arenano e macinano grano, oppure orzo, come il Rijn, il mulino dei genitori di Brandtje che nasce in una notte ventosa di luglio. Il papa, la mamma e i fratelli sono tutti troppo indaffarati per coinvolgerlo nelle loro faccende, così, Brandtje si fa da parte e, seduto su un panchetto, osserva i giochi dei fratelli. Annoiato, comincia a dondolare i piedini sfiorando appena il suolo; Sono cerchi, incroci di linee, punti e, alla fine, l'immagine di qualcosa... Il gioco di Brandtje non passa inosservato e così lo zio Jasper, corpulento fornaio dal cuore tenero, gli regala le sue prime matite.

Età di lettura: da 12 anni.

Il delfino e l’anguillina



Titolo: Il delfino e l’anguillina
Autore: Silvana Di Marcello – Nello Anselmi
Editore: Giunti
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.64


‘Il delfino e l’anguillina’ è la storia di formazione di un delfino che vive a Porto Azzurro (Elba), Delfio, chiamato così dal pescatore con la faccia abbronzata che apre il racconto. Intelligente, estroverso e particolarmente curioso, Delfio ha tanta voglia di scoprire il mondo e si cimenta in un viaggio in cui accompagna il piccolo lettore. Grazie alle dolci illustrazioni di Silvana Di Marcello, il libro diventa una scoperta continua, tra splendidi fondali, paesaggi incantati e una natura spesso sconosciuta.

Età di lettura 6 anni.

sabato 20 marzo 2010

Quaderni di Lanzarote



• Titolo: Quaderni di Lanzarote
• Autore: Jose Samarago
• Editore : Einaudi
• Anno di pubblicazione: 2010
• Dettagli: p.160


I Quaderni di Lanzarote sono una specie di diario che Saramago iniziò a scrivere quando si trasferì nell'isola delle Canarie nel 1993, in seguito alla censura posta dal governo portoghese al suo Vangelo secondo Gesù Cristo. Come dice lo stesso Saramago, tutto iniziò così: "A gennaio la casa non era ancora finita e i miei cognati Javier e Maria, con la partecipazione simbolica di Luis e Juan José, mi portarono da Arrecife un quaderno di carta riciclata. Pensavano che avrei dovuto scriverci le mie giornate a Lanzarote; un'idea che del resto già mi ronzava in testa". Poiché molti pensano che scrivere un diario (e pubblicarlo) sia "un esercizio di freddo narcisismo", Saramago rassicura tutti dicendo che "il Narciso che oggi si contempla nell'acqua l'indomani distrugge con la propria mano l'immagine che contempla". Questo volume raccoglie una scelta di testi provenienti dalle oltre mille pagine dei cinque Quaderni che a tutt'oggi sono stati pubblicati in Portogallo.

Il gelsomino notturno

Il gelsomino notturno

E s'aprono i fiori notturni,
nell'ora che penso a' miei cari
Sono apparse in mezzo a' viburni
le farfalle crepuscolari.
Da un pezzo si tacquero i gridi:
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l'ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.
Dai calici aperti si esala
l'odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l'erba sopra le fosse.
Un'ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l'aia azzurra
va col suo pigolio di stelle.
per tutta la notte s'esala
l'odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s'è spento…
E' l'alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l'urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.

di Giovanni Pascoli

giovedì 18 marzo 2010

Le bambine di Sugar Beach



Titolo: Le bambine di Sugar Beach
Autore: Melene Cooper
Editore : Newuton Compton
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.327


Una dimora a tre piani, sormontata da una cupola di vetro che risplende nel sole equatoriale: questo è il paradiso dei Cooper a Sugar Beach, in Liberia. I servitori, l'aria condizionata, i pavimenti di marmo, un pianoforte a coda di fronte al mare, gli alberi di cocco e un pozzo privato: qui, nel nido per la famiglia perfetta, simbolo del prestigio tra la povertà dilagante, si svolge l'infanzia di Helene. In casa c'è anche una bambina povera, Eunice, di 11 anni. Malnutrita, balbuziente, è stata adottata dai Cooper perché faccia compagnia alla figlia. Ma la Liberia si prepara a un enorme cambiamento. E un giorno, il 12 aprile 1980, la ribellione esplode nella violenza: il Paese precipita nel caos e i Cooper fuggono negli Stati Uniti, senza portar via la piccola Eunice. Ventitré anni dopo, Helene tornerà nella sua terra martoriata, alla ricerca della sorella. Ispirato alla vera storia dell'autrice, Le bambine di sugar beach è il racconto di una tragedia, di un gesto di perdono, di un lungo viaggio per tornare finalmente a casa.

Sfida a ritmo di danza!



Titolo: Sfida a ritmo di danza!
Autore: Tea Stilton
Editore: Piemme
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.128


Le vacanze estive sono finite e per le Tea Sisters e gli altri studenti del College di Topford un nuovo anno scolastico sta per iniziare. Ma ad attenderli c'è una sorpresa! Il rettore ha infatti deciso di inaugurare un nuovo corso dedicato alle discipline artistiche, musicali e dello spettacolo, che sarà tenuto da Madame Topinski, una vecchia compagna di studi del rettore. Tutti gli studenti sono entusiasti e non vedono l'ora di iniziare, ma il corso di Madame Topinski si prospetta da subito molto duro, a partire dalla prova di danza da superare per essere ammessi al corso.

Età di lettura da 6 anni

Il bambino che mangiava le stelle



Titolo: Il bambino che mangiava le stelle
Autore: Kochka
Editore: Salani
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.96


Lucie ha dodici anni e si è appena trasferita a Parigi con i genitori. Nell'appartamento sopra il suo abitano Marie e suo figlio Matthieu, un bambino autistico di quattro anni. Lucie è affascinata dal piccolo: le pare un po' un extraterrestre che percepisce la realtà molto più intensamente degli altri, e che quando è sopraffatto dall'emozione si mette a ruotare su se stesso, come un pianeta solitario. E la sua tata russa, silenziosa come lui, è simile a una matrioska, tanti sono gli strati da attraversare prima di arrivare a conoscerla davvero. Sarà proprio grazie all'incontro con un mondo così particolare e diverso dal suo che Lucie troverà la sua personale strada verso l'età adulta.

Età di lettura: da 11 anni.

Perché i ragni stanno sempre negli angoli

Perché i ragni stanno sempre negli angoli

In un paese lontano, tantissimo tempo fa, ci fu una tremenda carestia che portò alla morte quasi tutti gli uomini e gli animali.
In quel paese viveva una famiglia di ragni, il cui capofamiglia era Ananse, il ragno maschio, che, molto previdente e dotato di buon senso, aveva seminato un grande campo a igname che dava nutrimento a tutta la famiglia. Ma la carestia peggiorava, e un giorno Ananse disse a sua moglie: "Mia cara, se io dovessi morire, promettimi che mi seppellirai all´interno del nostro campo, così che io possa starvi sempre vicino anche dopo la morte". La moglie glielo promise.
Un triste giorno, al momento del risveglio, Ananse non dava segni di vita. La moglie e i figli, versando tutte le loro lacrime, lo seppellirono nel campo come lui aveva chiesto. Ma non potevano immaginare che Ananse non era affatto morto: la sua era stata una crudele messa in scena per potere mangiare indisturbato tutti i frutti del campo.
Infatti giunta la notte, Ananse si svegliò, scavò un cunicolo dalla sua tomba e cominciò tranquillamente a mangiare, finché non ebbe la pancia piena. La mattina dopo, quando la moglie vide che il campo era mezzo vuoto, si intristì: chi poteva approfittare del campo di una povera vedova? E decise di tendere un tranello all´intruso. Prese una statua di legno, la spalmò di una colla molto potente e la sistemò in mezzo al campo con una radice di igname in una mano.
Giunta la notte, Ananse si svegliò. Stava per dedicarsi a un altro lauto pasto, quando vide un estraneo in mezzo al campo, con una radice di igname in mano. Infuriato, si gettò con foga sull´intruso, ma rimase appiccicato a lui con tutte e otto le sue zampe, senza più potersi muovere. Così si rese conto di essere caduto nella trappola che gli aveva teso la sua stessa moglie.
Il mattino dopo la povera vedova trovò il marito appiccicato alla statua, e capì che non era affatto morto. Ananse confessò la sua colpa.
"Come hai potuto farmi una cosa simile?" imprecò la moglie "Tutti credono che tu sia morto. Ora la nostra famiglia deve vergognarsi di te, e dovremo andare a nasconderci negli angoli più bui e lontani per non rivelare al mondo la vergogna che hai portato su di noi". Per questa ragione ancora oggi i ragni si nascondono negli angoli e nei posti più bui e fuori mano.

Fiaba del Ghana

martedì 16 marzo 2010

Requiem per una pornostar



Titolo: Requiem per una pornostar
Autore: Jeffery Deaver
Editore : Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.550



La giovane Rune ha lasciato il negozio di video, fa l’assistente di produzione per un importante studio di documentaristi e vive in una casa galleggiante sullo Hudson. Mentre passa accanto a un cinema a luci rosse, una bomba esplode all’interno della sala. L’attentato viene rivendicato da un gruppo di cristiani fondamentalisti, e Rune decide di realizzare un documentario sull’accaduto. Per questo incontra Shelly Lowe, la protagonista del film proiettato al momento dell’esplosione, che dovrebbe diventare la sua guida nel mondo del porno. Ma anche Shelley viene uccisa da una bomba, sotto gli occhi di Rune, che si convince che la pista degli attentati religiosi sia solo una copertura, e che il vero obiettivo fosse Shelly. Insieme a Sam Healy, un agente della squadra esplosivi, comincia un’indagine che, attraverso una serie di colpi di scena, giungerà a una soluzione sconcertante e imprevedibile.

I barricad del '48

( 5 giornate di Milano 18-22 marzo 1848 )

I barricad del '48 )

Viva l'Italia! abbas la polizia
E lì, foeura coccard, foeura bander,
di poggiaeu, di finester, di ringher!
L'era una scènna noeuva,
granda, piènna, vegnuda a l'imprevista,
sul fà de gust, ch'el proeuva
un orb quand el recupera la vista!
....(i barricad).....Hinn una meraveja
che passa tutti i sforz de fantasia!
Gira Milan, cuntrada per cuntrada
e vedè deppertutt, ogni tucchèll,
la cà purtada in strada,
dai trappol del suree, fina al vassèll!
materazz e ciffun, banch e pajun,
vestee, bauj, cardenz,
antiport, capponèr cunt i cappun,
omnibus, diligenz,
legn de la curt, furgun,
mèd de s' cènn, de fassin e de letamm,
cass, cassettun, barì!
i pu bei equipagg di noster damm.

Giovanni Raiberti
( il marzo 1948 )

lunedì 15 marzo 2010

Italiani per esempio



Titolo: Italiani per esempio
Autore: Giuseppe Caliceti
Editore : Feltrinelli
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.240



Quanti alunni stranieri avrò conosciuto in questi venticinque anni di scuola? Duecento? Quattrocento? Di più? Non so, ma ho sempre cercato di accogliere tutti e di ascoltarli con attenzione, clandestini compresi. Ho cercato di rispettare i loro silenzi finché, in modo inaspettato, è scattata in loro la voglia di raccontarsi e rileggere, a volte anche in modo fantastico, la propria esperienza. Hanno aiutato me e tanti alunni italiani a guardare con occhi nuovi al complesso fenomeno dell’immigrazione e ai problemi a esso connessi, mettendo spesso in discussione le nostre presunte superiorità e certezze. Ci siamo aiutati a guardare in modo diverso il mondo e il Paese in cui ci siamo trovati ad abitare. Fin da principio ho preso l’abitudine di trascrivere parole, frasi, conversazioni, testi scritti da questi bambini. In più di un’occasione sembrava di rivivere la favola del Brutto Anatroccolo, ma non sempre. Una volta ambientati in Italia, ho chiesto loro cosa ne pensassero dell’Italia e degli italiani. Ho raccolto i frammenti di tante storie, riflessioni, confidenze piene di speranza e di paura, di realtà e di fantasie, di tristezze e di allegrie, di ingenue osservazioni e di fantastici fraintendimenti. Ne è uscito questo ritratto inedito dell’Italia di oggi e degli italiani. Ho cambiato i loro nomi per ragioni di privacy, ma non la loro età e la loro nazionalità. Questo è libro è dedicato sia a loro che ai loro compagni di classe italiani. Ma anche a tutti i loro genitori. Grazie. Buona lettura. (Giuseppe Caliceti)

Le streghe

Le streghe

La chiesa condannava le superstizione, le dottrine astrologiche, le filosofie ortodosse, ma soprattutto era inflessibile con la stregoneria. La Bolla papale di Innocenzo VIII del 1484 condanna la stregoneria come la peggiore delle eresie. Ecco di seguito un brano della Bolla: "...parecchie persone di entrambi i sessi, dimentiche della loro stessa salvezza e deviando dalla fede cattolica, si sono date ai demoni incubi e succubi; per mezzo d'incantesimi, fatture, scongiuri e altre superstiziose infamie ed eccessi magici fanno deperire ed estinguere la progenie delle donne, i piccoli degli animali, le messi della terra, i grappoli delle vigne, i frutti degli alberi...". Fra le più antiche testimonianze di streghe a Milano appaiono gli atti del processo a Sibilla Zanni e Pierina Bugatis, condannate alla pena capitale nel 1390 e arse in piazza S. Eustorgio. Costoro furono accusate di aver partecipato a dei sabba. I sabba erano le assemblee delle streghe con i demoni e si tenevano nella zona di Porta Romana, dove in quel tempo si trovava una foresta in cui nessuno osava inoltrarsi. La tradizione racconta che in questo quartiere, più precisamente in Via Laghetto 2, abitasse una fattucchiera che comandava le altre streghe del Verziere. L'esecuzione più famosa che la storia ricorda fu quella di Caterina dei Medici, data l'importanza e la notorietà dell'accusatore. Parliamo del Senatore Alvisio Melzi, che un giorno si ammalò di una malattia sconosciuta. Costui si convinse di essere vittima di un maleficio procuratogli dalla sua serva Caterina dei Medici. In realtà a farglielo era stato il Capitano Vaccallo, indispettito contro la donna che un tempo aveva rifiutato le sue lusinghe. Caterina dei Medici, logorata dalle torture, confessò di essere colpevole dei più gravi delitti e di aver venduto la sua anima al demonio, di conseguenza fu condannata al rogo. Il martirio si svolse in Piazza Vetra dove normalmente si bruciavano le streghe e, per la prima volta, venne costruito un palco per l'esecuzione. Così fu descritto il rogo di Caterina in una pubblicazione del tempo: "1617 adì 4 marzo. Giustizia fatta sulla Vetra: fu abbrugiata una Cattarina de Medici, p. strega, la quale aveva malefiziato il Senatore Melzi et fu fatta una baltresca sopra la casotta: fu strangolata su la detta baltresca all'atto che ogn'uno poteva vedere et prima fu menata sopra un carro et tenagliata; questa fu la prima volta che si facesse baltresca".

La vera storia del principe azzurro



Titolo: La vera storia del principe azzurro
Autore: Roberto Denti
Editore : Il battello a vapore
Anno di Pubblicazione: 2010

Dettagli: p.45

Un famoso scrittore per ragazzi traccia un divertente ritratto di uno dei personaggi più amati delle fiabe.

Età di lettura: da 5 anni.

Sposerò Berlusconi



Titolo: Sposerò Berlusconi
Autore: Nicola Cinquetti
Editore: Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2010

Dettagli: p.144

Noè, quattordici anni, una mamma single con la fissa dell’omeopatia, è solitario, ha una fresca passione per la filosofia e adora Arianna, bellissima e irraggiungibile. Mentre indaga le vite dei filosofi antichi cercando consolazione dalla sua, di vita, che spesso è un tormento, Noè s’illude di riuscire ad avvicinarsi ad Arianna attraverso una recita scolastica di Romeo e Giulietta, ma non ci riesce. Sentendola parlare un giorno di Berlusconi in toni ammirati, s’inventa un regalo straordinario per il suo compleanno: una telefonata di auguri da parte di Berlusconi stesso, in città per un comizio. Ma le cose non vanno proprio per il verso giusto. L’autoritratto amaro e lucido di un ragazzo che sa di essere diverso dagli altri ma è ancora troppo giovane per capire che è meglio essere diversi che identici agli altri.

Età di lettura da 13 anni.

domenica 14 marzo 2010

La ragazza del ritratto



Titolo: La ragazza del ritratto
Autore: Paul Torday
Editore : Elliot
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.320


Durante un party al cottage di campagna di alcuni amici di famiglia, Michael, un uomo di mezza età che con la moglie Elizabeth conduce una vita assolutamente normale e pressoché priva di emozioni, nota un quadro che rappresenta un paesaggio e un’enigmatica figura femminile. Incuriosito dal soggetto, a cena chiede notizie del dipinto ai padroni di casa e scopre che, secondo loro, nell’opera non è raffigurata alcuna presenza umana. Incredulo, decide di verificare e constata che, effettivamente, nel dipinto non c’è nessuna donna ritratta, almeno non più… Questo è solo il primo di una serie di piccoli incidenti che fanno interrogare Michael su quello che è il proprio senso della realtà. Tutto ciò che lo riguarda, abitudini, costumi, cambia improvvisamente, anche il rapporto con la moglie, ora molto più intenso e sensuale. Elizabeth si rende conto che all’uomo che ha sposato sta succedendo qualcosa, eppure il “nuovo” marito le piace molto di più. Nel frattempo Michael incontra per caso, in varie occasioni, quella che ha tutta l’aria di essere la ragazza del ritratto e contemporaneamente alcuni ricordi oscuri del proprio passato iniziano a riaffiorare… Salutato dalla critica e dal pubblico inglesi come un vero gioiello, spiazzante e capace di scardinare qualsiasi definizione di genere letterario, La ragazza del ritratto è un romanzo gotico contemporaneo, opera di uno dei maggiori scrittori britannici viventi.

Lo sfaticato

Lo sfaticato

Non vuoi andare a lavorare e tua moglie ti butta fuori di casa? Aspetta a disperare: chissà cosa può succedere una volta varcata la soglia di casa...

C'era una volta una coppia che viveva tranquilla in una casa. Bhé, forse non era così tranquilla... La moglie, nell'ultimo periodo, era diventata scontrosa e arrabbiata. Il motivo? Suo marito non lavorava. E non nel senso che non trovava lavoro. Di lavoro ce n'era finché voleva. Semplicemente gli piaceva poltrire. Anzi, in paese si diceva che in vita sua quell'uomo non avesse mai lavorato nemmeno un giorno.
- Muoviti! Fai qualcosa! - lo incalzava la moglie.
- Stai zitta! Lasciami stare sulla mia poltrona! Non faccio del male a nessuno. E poi dove vuoi che vada? Non lo vedi che è sera? Lo sai che io ho paura delle stelle!
- Cosa? - fece incredula la donna - Adesso viene fuori che hai paura delle stelle! Ma fammi il piacere, va'...
- E' vero, che ti credi...
Stupita, la donna smise di ribattere e, fra sé e sé, inziò a pensare a come sfruttare la paura del marito per cacciarlo di casa.
La sera successiva gli chiese di uscire a prendere il pane che era rimasto in giardino.
- Sei pazza? Le stelle mi divorerebbero! Giammai! Vacci tu!
- No. Stasera non voglio sentire storie. Ci andrai tu. Devi fare solo quattro metri oltre lo zerbino. Credo che lo possa fare anche uno sfaticato come te!
Per troncare le lamentele della moglie, l'uomo alla fine acconsentì. Ma appena fu sull'uscio, ricevette un calcio nel sedere, volò in mezzo al buio del cortile, e la moglie gli richiuse la porta alle spalle, girando la chiave ben quattro volte.
- Ce l'ho fatta - si mise a urlare al di là della serraura - Ti ho sbattuto fuori!
Adesso vattene e non farti più vedere!
- Disgraziata! - rispose il marito - Ecco cosa si ottiene a prendere una moglie. Uno si aspetta di essere amato e rispettato e invece guarda come va a finire. Allora me ne andrò, ma se le stelle mi mangeranno mi avrai sempre sulla coscienza!
Incamminatosi con fare circospetto, l'uomo continuava a guardare le stelle. Erano grandi, sembravano minacciarlo. Giunse infine nella terra dei giganti, cui fece pena. Riuniti in assemblea, i giganti decisero di prenderlo a lavorare alle loro dipendenze. L'uomo, privo di un tetto, fu costretto ad accettare.
Per i giganti fu un vero disastro. L'uomo lavorava male, era pigro e svogliato. Si addormentava sul posto di lavoro. Arrivava tardi agli appuntamenti. Il disagio crebbe, fino a che, un bel giorno, i giganti raccolsero una bella somma di denaro, la diedero in mano all'uomo e gli dissero:
- Ecco! questi sono i soldi per i lavori che non hai fatto. Pensa quanto sei fortunato! Ma adesso vattene! Ci sbrigheremo da soli le nostre faccende!
- Come volete! Sfondate una porta aperta! Arrivederci!
- No no. Altro che arrivederci: a mai più! - lo corressero in coro i giganti.L'uomo rincasò con la borsa piena di soldi. Bussò. La moglie, appena lo vide, scappò in casa.
- Tesoro, guarda: sono tornato! Sono pieno di soldi!
- Eh?
- Ho lavorato! Li ho guadagnati!
- Tsé, è tutto merito mio. Se non ti cacciavo di casa, adesso saresti ancora con un pugno di mosche in mano.
- Infatti sono tornato per renderti partecipe di questa ricchezza. Ora nessuno di noi due dovrà più lavorare!
Allora la moglie aprì la porta e lo abbracciò. E i due vissero felici e contenti.
"Grazie!", ci viene da dire, con tutti quei soldi...

Favola del Tibet

O sei dentro o sei fuori



Titolo: O sei dentro o sei fuori
Autore: Guido sgardoli
Editore: E.Elle
Anno di pubblicazione: 2010

Dettagli: p.160

Due sedicenni, Franco e Gabriele, molto diversi tra loro: metodico, ordinato, preciso il primo; frenetico, impulsivo il secondo. Li lega un'amicizia di lunga data che forse è diventata un'abitudine. È nuovamente estate e Gabriele convince Franco a vivere una breve vacanza all'insaputa dei rispettivi genitori. Una fuga, loro due da soli, per dare un senso alla noia dell'estate. Gabriele è euforico, Franco è preoccupato. Ma quando un'amicizia ha il carattere della dipendenza, si è portati ad accettare ogni cosa, anche quando non la si condivide. E un viaggio da soli on the road, soprattutto quando è irto di imprevisti, può essere un'occasione per mettersi a nudo, per verificare se davvero si è amici o si è semplicemente abituati a stare insieme.
Età di lettura: da 14 anni.

martedì 9 marzo 2010

Genitori e figli



Titolo: Genitori e figli
Autore: Andrea Agnello
Editore : Mondadori
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.156


Nina ha quattordici anni, due occhi celesti aperti sul mondo e un'ironia che non fa sconti a nessuno. Una mattina il suo professore d'italiano, reduce dall'ennesima litigata con il figlio, le assegna un tema dal titolo che è tutto un programma: "Genitori & Figli: istruzioni per l'uso". Due ore per consegnare e un'unica regola da seguire: massima sincerità. Tra gli sguardi perplessi dei suoi compagni di classe, Nina decide subito di stare al gioco. China la testa sul foglio, impugna la penna e ci conduce per mano in quella specie di circo impazzito che è casa Amadesi; tra fratellini razzisti, padri esiliati a vivere in barca, mamme con l'hobby della danza del ventre, nonne giocatrici d'azzardo, amiche poco affidabili, e uno strano ragazzo, dall'ancora più strano nome, "Ubaldolay", che un giorno quasi per caso si accorgerà di lei. E da quel giorno, per Nina, nulla sarà più come prima... Per realizzare questo romanzo e il film omonimo di Giovanni Veronesi, il regista della serie "Manuale d'amore", si è preso spunto da centinaia di temi con lo stesso titolo scritti dagli studenti di tutta Italia. Ecco forse perché queste pagine risultano così fresche, così piene di vita, così spietatamente vere.

Alice nel paese delle meraviglie



Titolo: Alice nel paese delle meraviglie
Autore: Lewiss Carrol – Erminia Dell’Oro
Editore : Edicolors
Anno di Pubblicazione: 2010
Dettagli: p.48


Il grande classico della letteratura per ragazzi di Lewis Carroll, interpretato da Erminia Dell'Oro. Nelle illustrazioni di Davide L. Marescotti ispirate al mondo del fumetto, un'innovativa Alice teenager, di colore e cosplayer.

Età di lettura: da 7 anni.

Sean e la mucca

Sean e la mucca

In un piccolo pesino dell’Irlanda vivevano una volta un figlio e una madre molto poveri.
Sean che era ancora un ragazzetto, non solo doveva lavorare tutto il giorno ma per arrotondare faceva anche delle scope che poi vendeva al mercato. Ogni giorno portava a pascolare l’unica mucca che possedevano , e questa dava ogni giorno latte fresco.Una bella mattina , Sean decise di raccogliere erica per intrecciare e fabbricare nuove scope, e così seguito dalla mucca si spinse oltre il bosco. Ad un certo punto sentendosi stanco decise di riposarsi in una piccola valletta .
Si sdraiò e d’improvviso vide che tutto il prato era pieno di folletti che cantavano e che giocavano allegramente.
-Beati voi come siete contenti.
Io invece devo lavorare tutto il giorno e non ho mai tempo per giocare.
-Vieni, vieni a giocare e ci divertiremo.
-Oh grazie, rispose Sean, e a che cosa giochiamo?
-A calcio rispose uno dei folletti, tu stai in porta.
E così cominciarono a giocare . Tutto andò per il meglio finché quando arrivò una pallonata giusto in faccia al ragazzo e per cinque minuti non poté vedere niente.

Tutti gli elfi ridevano a crepapelle , e se ne andarono correndo per il prato.
Quando Sean recuperò la vista , non trovò più la sua mucca e subito pensò che si era persa nel bosco.
Tornò a casa e raccontò quanto era successo alla madre .
Il giorno dopo madre e figlio andarono subito alla ricerca della mucca e solo dopo lunghe ore di ricerca la trovarono morta in un dirupo . La madre si disperò molto, e si sentiva perduta senza quella mucca che almeno le dava il latte.
Passò del tempo…
Una bella mattina Sean stava intrecciando dell’erica per le scope quand’ecco che scorse due elfi che pascolavano una mucca.
La guardò e la riguardò e ben presto si accorse che quella era la sua mucca. Si avvicinò le saltò in groppa e la mucca indispettita cominciò a dimenarsi e a correre giù per il prato con i due elfi attaccati alla coda.
E la mucca correva e correva e arrivò nei pressi del lago , e sempre più vicino alla riva, e sempre più vicino all’acqua …finché non si immersero nell’acqua! Il ragazzo stava dicendo le sue ultime preghiere quando scorse nel fondo del mare un palazzo di cristallo.
Entrarono e scorsero moltissime dame e cavalieri che erano nella sala principale.Subito gli venne incontro il re .

-Lei si è impossessato della mia mucca disse il ragazzo.
-No caro ragazzo questa è la mia mucca ,l’ho comprata da due elfi.Il ragazzo allora raccontò tutta la storia, il re che era un uomo buono propose al ragazzo un borsa piene di monete d’oro in cambio della sua mucca che faceva un ottimo latte .
-Niente affatto io sono per le cose giuste, quindi rendetemi la mucca di mia madre e io toglierò il disturbo.
Il re sbalordito per questo rifiuto disse:-Come puoi rifiutare un’offerta del genere , la mucca è indispensabile qui a corte. Con il suo latte macchiamo sempre il te delle sei.
-E a me sicuramente servirà di più, perché noi lassù siamo molto poveri.
Il re commosso da tanta onestà gli concedette la mucca e gli regalò un sacchetto pieno di monete d’oro.
Ma il ragazzo rifiutò: -Penseranno tutti che li ho rubati. Teneteli pure !
-Mi sento in torto nei tue confronti ragazzo per cui ti faccio una proposta: ogni giorno verso le cinque porterai in riva al lago un secchio pieno di latte di mucca e noi lo pagheremo per quanto per noi vale.
Contento e soddisfatto Sean ritornò a casa e raccontò quello che era successo alla madre e credeva che suo figlio fosse diventato pazzo. Così il ragazzo la dovette portare in riva al lago e quando vide due folletti uscire dal lago con due pacchettini pieni di monete d’oro restò molto meravigliata.
Così finisce questa storia, Sean si guadagnò sempre onestamente da vivere e visse ancora per molti anni con la sua mamma .

Fiaba dell’ Irlanda

Bernardo e l’angelo nero



Titolo: Bernardo e l’angelo nero
Autore: Fabrizio Silei
Editore: Salani
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.192


Bernardo ha dodici anni ed è un balilla con tanto di bicicletta, divisa nera, fez e pistola. Proprio così, Bernardo ha anche una piccola pistola a tamburo che gli ha regalato suo padre per difendersi dai partigiani. Suo padre è il podestà del paese e da giorni è sempre più nervoso e preoccupato: gli Alleati risalgono l'Italia e si avvicinano alla Toscana, iniziano a bombardare i punti strategici e mandano aerei cicogna in perlustrazione. In questo clima di tensione e di odio per il nemico un giorno Bernardo trova, appeso a un albero con il suo paracadute, un pilota afroamericano ferito. Credendolo morto decide di tirarlo giù, ma mentre fa l'uomo riprende i sensi. ragazzino, desideroso di riabilitarsi agli occhi del padre che non ha una grande opinione di lui, estrae la sua pistola e decide di farlo prigioniero. Il ragazzo non può sapere che presto il suo paese sarà liberato e verrà il tempo della rivincita dei partigiani e delle frange antifasciste. Se lo sapesse forse si comporterebbe diversamente...

Età di lettura da 13 anni

domenica 7 marzo 2010

Se niente importa



Titolo: Se niente importa
Autore: Jonathan S.Foer
Editore : Guanda
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.368



Jonathan Safran Foer, da piccolo, trascorreva il sabato e la domenica con sua nonna. Quando arrivava, lei lo sollevava per aria stringendolo in un forte abbraccio, e lo stesso faceva quando andava via. Ma non era solo affetto, il suo: dietro c’era la preoccupazione costante di sapere che il nipote avesse mangiato a sufficienza. La preoccupazione di chi è quasi morto di fame durante la guerra, ma è stato capace di rifiutare della carne di maiale che l’avrebbe tenuto in vita, perché non era cibo kosher, perché «se niente importa, non c’è niente da salvare». Il cibo per lei non è solo cibo, è «terrore, dignità, gratitudine, vendetta, gioia, umiliazione, religione, storia e, ovviamente, amore». Una volta diventato padre, Foer ripensa a questo insegnamento e inizia a interrogarsi su cosa sia la carne, perché nutrire suo figlio non è come nutrire se stesso, è più importante. Questo libro è il frutto di un’indagine durata quasi tre anni che l’ha portato negli allevamenti intensivi, visitati anche nel cuore della notte, che l’ha spinto a raccontare le violenze sugli animali e i venefici trattamenti a base di farmaci che devono subire, a descrivere come vengono uccisi per diventare il nostro cibo quotidiano.

Con Hanka




Titolo: Con Hanka
Autore: Jacques Le Goff
Editore : Laterza
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.176


"Questo libro è dedicato a una donna, a mia moglie. È un libro d'amore e un atto di memoria. Ma è soprattutto il tentativo di far rivivere, nell'individualità della persona e della sua esistenza, una donna. Storico di mestiere, voglio sforzarmi di scrivere una sorta di biografia che racconti nella sua singolarità una donna anche se non ha fatto nulla di notevole dal punto di vista della 'grande storia'. Sarà quindi anche la storia di una coppia; l'eroina sarà la sposa, una polacca, medico, che lascia il suo paese e il suo mestiere per sposarsi con uno storico universitario francese, senza rinunciare né alla propria cultura d'origine, né alla propria personalità, insieme forte e discreta, né alla sua indipendenza di fronte a un marito amato e a due figli adorati. Non posso scrivere questo libro con l'oggettività dello storico. Qui c'è di più. Vorrei mostrare come i sentimenti e la vita quotidiana di una famiglia si sviluppano con l'ambiente e la storia che hanno vissuto - vita privata e vita pubblica - in un periodo in cui si intravede un'Europa più unita". (J. Le Goff)

Radio niente



Titolo: Radio niente
Autore: Francesco D’Adamo
Editore: De Agostini
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.224


Una radio ribelle e clandestina, l'unica al mondo senza neanche un ascoltatore, che trasmette solo di notte e solo musica da vinile. Niente computer, niente schifezze tecnologiche, un telefono che non suona mai, un microfono, una caffettiera. Un'unica conduttrice, Stella del Mattino, che parla da sola nella notte e ogni notte racconta le storie che raccoglie di giorno in giro per la città, in quei quartieri lontani dove gli altri non vanno. Come la storia di Lupo Omega: una scuolaccia di periferia, una banda di bulli, l'amore impossibile di Omega, l'Ultimo, per Manila la bella; botte, fughe, inseguimenti e un duello finale nel cimitero di automobili. O la storia dell'Astronave e Vil Coyote, della più scalcinata squadra di basket che si sia mai vista e di un torneo che si trasforma in qualcos'altro.

Età di lettura: da 12 anni.

Vento

Vento

Vento di marzo che agita gli steli
pigri, scopre viole in mezzo all'erba,
scompiglia errannti nuvole pe' cieli.

di A.Guglielminetti

venerdì 5 marzo 2010

Gli occhi del deserto



Titolo: Gli occhi del deserto
Autore: Zoè Ferraris
Editore : Piemme
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.416


Due cose non hanno segreti per Nayir al-Sharqi: il deserto e il Corano. Palestinese, musulmano osservante, lavora da anni come guida tra le dune dell'Arabia Saudita. Ma se il suo sguardo abbraccia sicuro la vastità del deserto, si abbassa pudico di fronte a ogni donna, nel timore di scorgere qualche parte scoperta del corpo femminile, per quanto velato. Perciò, lo turba non poco il favore che gli chiede il suo amico Othman: cercare sua sorella Nouf, di sedici anni, sparita nel deserto tre giorni prima della celebrazione delle nozze combinate. E poi continuare a indagare discretamente sulla sua morte, dopo che la ragazza è stata ritrovata priva di vita, e con un figlio in grembo. E questo è un compito ancora più difficile, perché le leggi impediscono a Nayir di parlare con le sorelle e le amiche di Nouf, come con tutte le donne non sposate o prive di scorta. Può rivolgere domande solo agli uomini della famiglia, che gli forniscono informazioni parziali e incomplete. A sondare il punto di vista femminile sarà Katya Hijazi, la fidanzata di Othman, impiegata presso il reparto di medicina legale e insospettita da alcuni risultati dell'autopsia effettuata su Nouf. Uniti dalla ricerca della verità, Nayir e Katya si ritroveranno a fare da ponte tra le sfere opposte della società saudita: mondo maschile e mondo femminile, rigidamente separati e regolamentati.

Perchè ci sono tanti idioti

Perchè ci sono tanti idioti

Tanto tempo fa c'erano pochissimi idioti nel mondo rispetto a oggi. Quando se ne trovava uno da qualche parte, subito era cacciato via dal villaggio. Oggi, invece, bisognerebbe cacciare via la metà del villaggio e ancora ciò non basterebbe. Ma come si spiega che ci sono in giro tanti idioti? Ecco come sono andate le cose...
Un giorno tre idioti che erano stati cacciati via da un villaggio per colpa dei loro pettegolezzi, si ritrovarono ad un crocevia e dissero:«Forse arriveremo a qualche cosa di utile se riuniremo l'intelligenza di tre teste stupide».
E proseguirono il loro cammino insieme: dopo un certo tempo, arrivarono davanti a una capanna dalla quale uscì un vecchio uomo che disse loro: «Dove andate?».
Gli idioti alzarono le spalle e risposero: «Dove ci porteranno le nostre gambe. Ci hanno cacciato via dal nostro villaggio per le nostre imbecillità».
Il vecchio rispose: «Allora entrate. Vi metterò alla prova».
Questo vecchio aveva tre figlie anche loro imbecilli e si dimostrò comprensivo.
L'indomani, chiese al primo idiota: «Tu, vai alla pesca!» E al secondo:«Vai nel bosco e porta un masso legato con treccine di corde!» Poi al terzo: «E tu portami delle noci di cocco!»
Gli idioti presero un recipiente ciascuno, un'ascia e un bastone e si misero in strada. Il primo si fermò vicino al mare e si mise a pescare. Quando il suo recipiente fu pieno, ebbe di colpo sete; ributtò tutto il pesce in acqua e tornò a casa a bere.
Il vecchio gli domandò: «Dove sono i pesci?».
Egli rispose: «Li ho rimessi nell'acqua. Mi ha preso la sete e sono ritornato veloce a casa per bere.
Il vecchio si arrabbiò: «E non potevi bere al mare?» gli chiese.
L'idiota rispose: «Non ci ho pensato...» Durante questo tempo, il secondo idiota che era stato nel bosco, ma si preparava a ritornare a casa, si era reso conto che non aveva corda per legare i massi. Correva a casa appunto per cercarne una.
Il vecchio si arrabbiò di nuovo: «Perché non hai legato il tuo masso con una delle corde?». Egli rispose: «Non ci ho pensato...».
Il terzo idiota montò sulla palma da cocco, mostrò alle noci di cocco il suo bastone e disse: «Tu devi buttare a terra queste noci di cocco, hai capito?» Scese e cominciò a lanciare il bastone sul cocco. Ma non fece cadere nessuna noce. Anche lui ritornò a casa a mani vuote. E una volta ancora il vecchio si arrabbiò: «Poiché tu eri sul cocco, perché non hai colto il frutto con le mani?».
Egli rispose: «Non ci ho pensato...».
Il vecchio seppe che non avrebbe combinato niente di buono con quei tre scemi.
Gli diede in moglie le sue tre figlie e li cacciò via tutti quanti.
Gli idioti e le loro mogli costruirono una capanna e vi vissero bene e male. Ebbero figli tanto stupidi quanto erano loro, le capanne si moltiplicarono e gli idioti si disseminarono in tutto il mondo.

Fiaba del Senegal