domenica 30 maggio 2010

Anni di buio



Titolo: Anni di buio
Autore: Zang Jie
Editore: Salani
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.372

Dalla Prefazione di Francesco Scisci. “Per vincere, per raggiungere la meta del comunismo maoista, l’ideale di nazione e di purezza ideologica, i fratelli, gli amanti si sono uccisi a vicenda, gli amici si sono voltati le spalle, i figli hanno smentito padri e madri, mandando loro in galera o nei campi di lavoro, e all’inferno del tormento eterno se stessi”. Questo è il “buio” degli anni che racconta Zhang Jie in questo secondo volume di “Senza parole”. La scrittrice si allontana dal tormento degli amori e affronta invece il groviglio psicologico di persone che hanno lasciato non solo la propria vecchia cultura di vita alle spalle, ma anche sentimenti e legami che avevano tenuta ancorata la struttura profonda della società cinese per millenni.

Ancora un giorno



Titolo: Ancora un giorno
Autore: Riszard Kapuscinski
Editore: Feltrinelli
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.144

Nel 1975, dopo una guerra di liberazione, l'Angola cessa di essere una colonia portoghese e conquista formalmente l'indipendenza. Ryszard Kapuscinski, che nella sua carriera di reporter ha seguito ben ventisette rivoluzioni, era là anche questa volta. Sono ormai trascorsi molti anni, e a prima vista ci si potrebbe domandare che senso abbia riproporre avvenimenti così lontani. A parte il fatto che quella guerra, anche se pochi lo sanno, non è ancora finita, un libro di Kapuscinski, oltre che una cronaca delle battaglie e dei fatti politici, offre la descrizione di un mondo diverso dal nostro. Intrappolato nell'assedio di Luanda, l'autore narra quello che succede in tempo di guerra in una "città chiusa", dalla quale tutti scappano come topi da una nave che affonda: prima i portoghesi con i loro beni e masserizie, poi i negozianti, la polizia, i tassisti, i barbieri, la nettezza urbana e, infine, anche i cani.

Figlia del sangue. Leggende del mondo emerso



Titolo: Figlia del sangue. Leggende del mondo emerso
Autore: Licia Troisi
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2009
Dettagli: p.300


In un Mondo Emerso ormai in rovina, stretto tra la minaccia mortale del morbo e gli invasori provenienti dalle Terre Ignote, la giovane Adhara cerca di accettare la propria identità, che le è stata rivelata dopo un faticoso cammino: quella di una creatura non umana, nata per sconfiggere il male. Spinta all'inizio solo dal desiderio di fuga dal proprio destino, e braccata da chi vuole sfruttare i suoi poteri, Adhara si troverà a dover fare i conti con il proprio passato, e a collaborare con un antico nemico. Il suo amato Amhal, nel frattempo, percorre la propria discesa verso gli inferi, mentre Theana intraprende una corsa contro il tempo per fermare la malattia che sta decimando la popolazione. Toccherà a un nuovo re cercare di salvare il Mondo Emerso dal baratro, e a Adhara combattere con tutte le proprie forze perché questo accada...

Età di lettura: da 11 anni.

Il povero e i mille grossi

Il povero e i mille grossi

Se alla gente si domandasse cosa occorre per essere felici, si otterrebbero tante risposte da non saper quale scegliere. Nessuno, però, oserebbe dire che per esser felici occorre esser poveri. E questo sembrava impossibile anche a noi, fino a quando, un bel giorno, venimmo a conoscenza della storia di un uomo molto particolare…
Costui era povero, molto povero, e per tutto il giorno non faceva altro che lavorare. Come lui i figli e la moglie: stanchi morti tutte le sere. Eppure dopo cena, quando l’intero quartiere avrebbe scommesso che quella famiglia stava già dormendo della grossa, dalle mura della loro casa si sentiva la gioia della festa.
- Prendi la chitarra, papà – diceva il figlio più piccolo.
- Suona quella di ieri – aggiungeva ridendo un altro.
La moglie sistemava le sedie in cerchio, prendeva in braccio una delle figliolette, le dava un sonaglio, e la faceva trottare sulle ginocchia. A quel punto il padre cominciava a suonare, e per due ore sembrava che la povertà e la fatica non fossero mai esistite. Gioia, solo gioia!
- Questa ve la ricordate? – chiedeva ammiccando il padre – cantala tu la prima strofa, Pietro…La casa vicina era abitata da un uomo molto ricco, che tutte le sere veniva distratto dalla musica e dalle risate della povera famigliola. Lui si guardava intorno e pensava:
- Ho tutto quello che può desiderare un uomo. Se adesso volessi mangiare il piatto più buono del mondo, almeno dieci cuochi farebbero a gara per portarmelo. Non mi manca niente. Ho dieci automobili, chissà quante barche. Ho tutto. Guarda quelli invece – indicava i balletti della famigliola che si intravedevano dalla casa di fronte – non hanno niente e sono felici. Credo proprio che gli regalerò dei soldi. Chissà con quelli quanto saranno felici, se riescono ad esserlo senza.
Il giorno dopo il ricco suonò alla porta del povero.
- Caro vicino. Sei un uomo onesto, lo so. Ti meriti questi soldi. Prendili e sii felice, fanne ciò che vuoi.
- Grazie vicino, non dovevi. Ma non so come…
- No, non dire niente. La vostra famiglia mi mette allegria. Vi sento tutte le sere. Consideralo un gesto di gratitudine.
- Come vuoi…Rientrato in casa, il povero si sedette e pensò a cosa fare di quei soldi. Non fece altro per tutto il pomeriggio. Le idee gli si arrovellavano nella testa, ma nessuna sembrava buona, nessuna dava un senso a tutti quei soldi. Quei soldi in casa sua…. Mah….
- Compriamo una vigna, cara? – chiese alla moglie quando si fece sera.
- Ma caro, io sto bene così, ti voglio bene…- Anch’io ti voglio bene, ma dovremo pur farne qualcosa, di ‘sti soldi, no?Si intromise il figlio più piccolo:
- Dov’è la chitarra, papà?
- La chit..? oh, per favore, non vedi che papà è impegnato? Vai in camera tua, questa sera niente chitarra. Possibile che qui interessi solo a me quello che accade in questa casa.
Quella fu la prima sera che nella sua cosa non si ballò e non si cantò. I figli erano tutti rattristati, la moglie incredula e sul punto di piangere. L’uomo si chiuse nel silenzio e per quattro giorni non fece altro che pensare ai soldi.
Alla fine li prese, in mano, li pesò, li guardò a fondo. Poi guardò i suoi figli, zitti e fermi. E fu allora che decise. Senza esitare, uscì di casa, si diresse dal vicino e ridandogli i soldi, disse:
- Ti ringrazio, caro vicino, perché mi hai fatto capire cos’è la felicità. E non ha niente a che fare con questi soldi.
La sera stessa la musica della povera famigliola tornò a risuonare nel quartiere.
E non smise più.

Favola della Grecia

Mai mordere i vicini



Titolo: Mai mordere i vicini
Autore: Paul Van Loon
Editore: Salani
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.124

La famiglia Rip, una famiglia di mostri, per non avere noie obbedisce a un comune impegno: mai mordere i vicini.


Età consigliata: da 6 anni

COME AMO I PANNELLI FIAMMINGHI

COME AMO I PANNELLI FIAMMINGHI

Come amo i pannelli fiamminghi
dove, fra gli ortaggi e i pesci e il vino,
la ricca selvaggina su un piatto vassoio
svaria con splendore di ambra gialla.

E la battaglia dipinta da un antico pennello:
un soldato dalla tromba luccicante,
nugoli di polvere, una catasta di morti
e dappertutto cavalli impennati!

Ma per me più gradite e più care di quelle bellezze
sono le masse di pioppi lungo le sponde,
il rabesco dei cordami e la rosea spuma
dei fantasiosi tramonti del Lorenese.

di: Georgij Ivanov

venerdì 28 maggio 2010

Iniziative di fine maggio 2010

Fine maggio insieme
Da Giovedì 27 maggio a domenica 6 giugno
Area Feste di via Gallarate
"FESTA DELL'AIA"
a cura dell' Associazione Libera Caccia

Sabato 29 ore 21,00
Piazza SS. Pietro e Paolo
"FESTA DELLA SCUOLA ELEMENTARE"
Spettacolo teatrale delle classi quinte elementare.
In caso di maltempo lo spettacolo sarà rinviata
in data da destinarsi.

Da sabato 29 maggio a domenica 6
Oratorio San Giovanni Bosco
"SUMMER SPORT WEEK"
a cura dell' Associazione D.S. AURORA

Domenica 30 ore 14,15
ritrovo in Piazza SS. Pietro e Paolo
"PEDALATA DI PRIMAVERA"
a cura del Circolo di Opinione Il Prisma

Nomade



Titolo: Nomade
Autore: Avaan Hirsi Ali
Editore: Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.300


Infibulazione, reclusione, obbligo del burqa, sottomissione forzata, lapidazioni a chi è “colpevole” di aver subito violenza: sono realtà quotidiane nel mondo islamico, che Ayaan Hirsi Ali ha in parte vissuto sulla propria pelle. In un lungo excursus che spazia dalla vicenda personale (di una donna che ha scelto di essere atea ma continua a sentirsi culturalmente musulmana) ai casi di cronaca più significativi, l’autrice racconta la storia di una discriminazione perpetrata nel silenzio, di un sopruso che trova la sua ragione nell’Islam e illustra il paradosso di donne che per fede ritengono giusta la sottomissione. Con rabbia, Schiave denuncia la mentalità profittatrice degli uomini che strumentalizzano l’ignoranza e la religione per mantenere il controllo; con intelligenza spiega perché le donne musulmane ancora non sanno ribellarsi. Neanche in Occidente.

L’aviatore

L’aviatore

Mio fratello era aviatore
Un giorno ricevette la cartolina.
Fece i bagagli, e andò via,
Lungo la rotta del sud.
Mio fratello è un conquistatore.
Il popolo nostro ha bisogno
Di spazio. E prendersi terre su terre,
Da noi, è un vecchio sogno.
E lo spazio che si è conquistato
È sui monti del Guadarrama.
E’ lungo un metro e ottanta
E di profondità uno e cinquanta…

di: Bertold Brecht

Spy girls – Vorrei dirti che ti amo ma poi dovrei ucciderti



Titolo: Spy girls – Vorrei dirti che ti amo ma poi dovrei ucciderti
Autore: Ally Carter
Editore: De Agostini
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.256
L’esordio di Cammie nella Gallagher Academy per Ragazze Speciali: già sa quattordici lingue, è capace di uccidere a mani nude in sette modi diversi e sa affrontare a sangue freddo le situazioni più pericolose. Ma ancora non sa come districarsi nelle situazioni della vita di ogni giorno, come una cotta per un ragazzo “normale” che non sa nulla della sua vita segreta, o il desiderio di essere, per una volta almeno, una ragazza un po’ meno speciale.

Età di lettura: da 11 anni.

Gli incubi di Hazel



Titolo: Gli incubi di Hazel
Autore: Deeny Leander
Editore: Newton Compton
Anno di pubblicazione: 2010

Dettagli: p.208

Hazel, un'allegra bambina di otto anni, è ospite della terribile zia Eugenia in compagnia del suo antipatico cuginetto Isambard. Basterebbe l'immagine del vecchio maniero dove vivono i parenti di Hazel per spaventare qualsiasi visitatore, eppure, dopo la prima inquietante giornata con zia Eugenia, la vita comincia a cambiare. Isambard, intatti, presenta a Hazel la sua collezione di cuccioli terrificanti: un cane con la testa di legno, un gruppo di paperelle che fumano sigarette nello stagno, due maiali senza zampe... e questo è solo l'inizio! Una notte Hazel decide di esplorare il giardino e, nascosti tra i cespugli, scopre degli strani mostri: il pitonspino (un pitone con la testa di porcospino), il gorillopardo (un gorilla con il corpo da ghepardo) e la ranostrica (un'ostrica con le zampe da rana). Queste tre curiose creature non sono altro che gli incubi di zia Eugenia che, tutte le notti, disturbano i sogni dell'antipatica signora. Quando Hazel capisce che dietro i mostri c'è il suo caro cuginetto, intenzionato a far morire di paura la zia, si troverà a lottare contro Isambard e imparerà che, nelle favole come nella vita, persine le cose più brutte non sono mai così cattive come possono sembrare.

Età consigliata: da 8 anni

mercoledì 26 maggio 2010

Al paese dei libri



Titolo: Al paese dei libri
Autore: Paul Collins
Editore: Adelphi
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.192


Ma che idea, lasciare la California per un brumoso paesino della campagna gallese! Se non fosse che il paesino è Hay-on-Wye, “la Mecca dei bibliofili”, dove c’è una libreria antiquaria ogni quaranta abitanti, e dove si celebra ogni anno uno dei più noti Festival della Letteratura – e se non fosse che il pellegrino è Paul Collins, instancabile e ardimentoso cacciatore di libri perduti e stravaganti. Ingaggiato nel 2000 da Richard Booth, il libraio che nel 1977 si proclamò Re del Principato Autonomo di Hay, Collins si è potuto dedicare per sei mesi alla sua attività preferita: frugare tra cataste di “libri effimeri che fin dall’inizio non erano destinati a durare”, e tramandarci le loro storie. Ed ecco le ponderose raccolte di riviste obsolete (“La rivista delle meraviglie, composta per intero di materiale classificabile unicamente come miracoloso! bizzarro! strano! strampalato! soprannaturale! eccentrico! assurdo! oscuro! e indescrivibile!”), le memorie apocrife (“Sono stata la cameriera di Hitler”) o anonime (“Le confessioni della moglie di uno scrittore”), gli autori che scrivono dall’aldilà, e le prime edizioni “grigie e pesanti come tombini”. Mentre cerca casa, fantasticando di stabilirsi definitivamente in un grande “pub sconsacrato” del Seicento, il Sixpence House, Collins riesce anche a far domanda per un seggio alla Camera dei Lord (quella “specie di governo mediante copula. Una spermocrazia, se preferite”). Oltre che una incantevole “tranche de vie”, “Al paese dei libri” è una sorprendente meditazione sul valore dei libri nel tempo – e sulla volubile sbadataggine del passato, “l’unico paese dove è ancora lecito prendersi gioco degli indigeni”.

Preda



Titolo: Preda
Autore: Christopher Pike
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.408


Alisa ha l’aspetto di una diciottenne, ma è un vampiro nato cinquemila anni fa, l’ultimo rimasto sulla terra. Il suo nemico è rappresentato dagli istinti ferini che la tormentano... questo finché il capostipite della sua stirpe non torna dall’oltretomba per ucciderla. Per sopravvivere, Alisa dovrà spezzare il sottile confine che separa il suo lato umano da quello bestiale e affidarsi all’aiuto di Ray, l’unico ragazzo di cui lei si possa fidare. Ma la sete, sempre più fatale, le brucia dentro...

Età di lettura: da 13 anni.

Ritratto

Ritratto

La mia gatta ha una coda bella
E mangia crocchette nella scodella

Andare a caccia è la sua passione
Perciò scappa dal mio portone

Prende lucertole, vermi e topini
Che poi nasconde nei comodini

Salta sul tetto e va a miagolare
Ed il suo bello riesce a trovare

Insieme poi aspettan la luna
Che quando è piena porta fortuna

Di: Antonella
Da: http://www.favole.org/

lunedì 24 maggio 2010

Con il sari rosa



Titolo: Con il sari rosa
Autore: Pal Sampat
Editore: Piemme
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.256

Un giorno, quando Sampat è ancora piccola e ha i piedi a mollo in una risaia, vede passare un gruppo di bambini. Ordinati e puliti, non sono certo diretti al lavoro nei campi. Vanno a scuola, le dice qualcuno. Sampat non sa bene cosa sia la scuola, ma sa che solo i ricchi ci vanno, Ai poveri, i figli servono nei campi. Sampat è più che povera, appartiene a una delle caste più basse dell’India, è quasi un’intoccabile, e vive in un misero villaggio dell’Uttar Pradesh. Il suo destino sembra segnato. Ma lei è una bambina sveglia e quel giorno decide di andare a scuola con gli altri. Ci andrà a lungo, all’inizio stando in disparte, dimostrando un’intelligenza pronta e un innato senso di giustizia. Nulla può però contro le millenarie tradizioni del suo paese. A dodici anni viene data in sposa a un uomo più vecchio. Da quel momento la consuetudine vuole che lei sia silenziosa e si sottometta al marito, alla suocera e ai soprusi di chiunque appartenga a una casta più elevata. Perché così si deve fare. Sampat però non sopporta le prevaricazioni e non accetta di essere considerata inferiore a nessuno. Quando la suocera la caccia di casa perché non ha accettato di subire in silenzio l’ennesima angheria, Sampat si mette a cucire abiti che poi vende, rendendosi indipendente. Non ha paura di sfidare apertamente i bramini, che spesso abusano della loro posizione per sfruttare chi non ha voce per difendersi. In poco tempo diventa la paladina degli oppressi, soprattutto delle donne. Che in migliaia, da tutta l’India, si uniscono a lei per dare il via a una rivoluzione rosa, dal colore del sari che hanno scelto come divisa. Un’onda rosa che fa paura a chi non vuole che le cose cambino. Il memoir coinvolgente di una donna che aveva tutto contro, ma che ha fatto della sua fragilità una forza.

La porta del tempo



Titolo: La porta del tempo
Autore: Ulysses Moore
Editore: Piemme
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.221

Jason e Julia, due gemelli di undici anni, si trasferiscono da Londra a Kilmore Cove, un tranquillo paesino della Cornovaglia affacciato sul mare. I loro genitori hanno infatti acquistato Villa Argo, costruita a picco sulla scogliera. Jason e Julia si fanno immediatamente un amico del posto, Rick, con il quale si divertono a pedalare in giro per il paese e, soprattutto, a esplorare la loro immensa e affascinante villa. Ben presto i tre amici si imbattono in una porta nascosta dietro un armadio che non si riesce ad aprire in alcun modo. Cosa c’è dietro quella porta misteriosa? Perché qualcuno ha voluto nasconderla? I ragazzi sono decisi a varcare quella porta. A tutti i costi… E, alla fine di un’incredibile caccia al tesoro, si ritrovano in una grotta sotterranea. Lì, illuminata da centinaia di lucciole, vedono… una nave! A bordo di quell’antico vascello, contrastati ogni volta dalla perfida Oblivia Newton, i tre amici viaggeranno di libro in libro attraverso i confini del tempo. Prima tappa: l’Antico Egitto di Tutankhamon.

Età consigliata: da 9 anni

Questo fiume è grande come il mare



Titolo: Questo fiume è grande come il mare
Autore: Paolo Colombo – Anna Simioni
Editore: Piemme
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.196

Una serie di incroci e coincidenze legano la vita di Okuvana, un ragazzino pellerossa nato nella foresta, e Hubert, arrivato con la famiglia per colonizzare il Nuovo Mondo.

Età consigliata: da 9 anni.

Terre profanate



Titolo: Terre profanate
Autore: David Lane
Editore: Laterza
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.336


Si parte da Gela, nel profondo sud della Sicilia, molto più vicino all’Africa che a Roma, e si prosegue verso nord, passando per Corleone, Palermo, Messina, Reggio Calabria, Gioia Tauro, Sibari, Scanzano Jonico, Otranto, Eboli, Napoli e Casal di Principe. Ultima tappa è Teano, il luogo storico dove Garibaldi ha consegnato il Regno delle Due Sicilie al re piemontese, Vittorio Emanuele. Da questi viaggi nasce Terre profanate, un saggio sulla mafia nelle sue diverse forme regionali e sull’impatto che la presenza mafiosa ha sul popolo del Sud e sull’economia delle regioni dove è radicata. Storie di preti e professori, sindaci e sindacalisti, poliziotti e pubblici ministeri, agricoltori e imprenditori, giovani e anziani che raccontano come si vive al Sud, delle difficoltà che affrontano e delle speranze che nutrono. Una narrazione che incrocia presente e passato – dagli antichi greci a Gela alla lotta contadina; dal terremoto di Messina nel 1908 al bergamotto a Reggio; dagli errori dell’industrializzazione in Calabria alle bellezze naturali della costa pugliese; dallo splendido Teatro San Carlo di Napoli alla maestosa Reggia di Caserta – per recuperare tutta la bellezza e la straordinaria cultura che queste terre violate possono donare.

sabato 22 maggio 2010

Altri colori



Titolo: Altri colori
Autore: Orhan Pamuk
Editore: Einaudi
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.524


Con più di 70 prose - e una storia - Pamuk mette in scena nelle pagine di questo libro un singolare autoritratto intellettuale costruito con sequenze di frammenti autobiografici, pensieri e "momenti d'essere". Al centro mette la sua città e la sua attività preferita (oltre a quella quasi compulsiva di leggere e scrivere): "guardare fuori dalla finestra", perché le finestre di Istanbul contengono tutte le storie della città - un gesto che dà il titolo al racconto che chiude il volume. Lo scrittore turco riunisce in un continuum narrativo situazioni, idee e immagini che quasi inspiegabilmente non sono mai confluite nei suoi romanzi.

Lettera a Lèontine



Titolo: Lettera a Lèontine
Autore: Raffaello Mastrolonardo
Editore: Tea
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.270


Piergiorgio è un medico affermato, sposato da diversi anni e con una figlia ormai adolescente. Léontine invece è una donna libera. Elegante e sensuale, rappresenta tutto ciò che a Piergiorgio manca, da tempo: una compagna ironica, intelligente, abbastanza forte da sapere ciò che vuole, con la quale poter parlare di libri, di quadri e di poesia davanti a un calice di buon vino, una donna che sappia ascoltarlo e capirlo nel suo vagabondare disordinato, con la quale dividere la solitudine, ubriacarsi, fare l'amore senza ritegno oppure, semplicemente, sorridere. E così tra i due nasce una tormentata relazione fatta di slanci, ripensamenti, fughe e rimpianti. È Léontine a dettarne le regole, i tempi, le modalità... ma è Piergiorgio che ce la racconta. Una storia che dà voce agli uomini, che ci mostra le ragioni più sofferte di un tradimento e le contraddizioni dell'animo umano, e ci spinge a riflettere sul potere dell'amore.

Padron, se con rammenti ......

Padron, se con rammenti ......

Padron, se con rammenti e con rammarichi
Si rimediasse a le nostre miserie,
Bisognerebbe comperar le lagrime
A peso d'or: ma queste tanto possono
Le disgrazie scemar, quanto le prefiche
Svegliare i morti con le loro istorie:
Ne' guai non ci vuol pianto ma consiglio.

Giacomo Leopardi tratto dallo "Zibaldone"

Mi piaci così



Titolo: Mi piaci così
Autore: Francesco Gungui
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.336


Dopo un'estate indimenticabile come quella di Alice, il ritorno a scuola può essere solo traumatizzante, soprattutto se ad attenderla c'è la prima vera delusione amorosa. Luca, lo stesso ragazzo che le ha cambiato la vita, ora non la vuole più accanto. E lei si ritrova di colpo ad attraversare, lettera per lettera, tutto "l'alfabeto dell'amore": dalla A, la fase Allucinante che segue la fine di una storia, alla G della ruota che Gira. Ci vorrà una gita, forse, per ricomporre i pezzi del puzzle del suo cuore spezzato.

Età di lettura: da 14 anni.

Gigi Meroni



Titolo: Gigi Meroni
Autore: Marco Peroni – Riccardo Cecchetti
Editore: Becco Giallo
Anno di pubblicazione: 2010

Dettagli: p.144

"Mister mezzo miliardo", così è soprannominato dai giornalisti Gigi Meroni quando l'Avvocato Agnelli cerca di portarlo a tutti i costi alla Juventus, ma una vera e propria rivolta dei tifosi del Torino impedisce il suo trasferimento. Durante il suo breve arco di vita, Meroni incarna spontaneamente, quasi inconsciamente, slanci e desideri di una generazione nuova, che reclama spazio e libertà. Solo che li porta nel mondo più tradizionale e conformista: quello del pallone. È piccolo, magrissimo, gioca con i capelli lunghi e i calzettoni abbassati. Per lui la partita è una specie di recita a soggetto, l'occasione per esprimersi. Antepone il bello all'utile. Giocare da 7, da ala, gli consente un contatto quasi fisico con il pubblico, di giocare a due cose diverse: il calcio del campionato e il calcio fantastico che ha in mente lui.

I Quidditch attraverso i secoli



Titolo: I Quidditch attraverso i secoli
Autore: J.K Bowling – Whisp Kennylworthy
Editore: Salani
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.96


Vi siete mai domandati l'origine del Boccino d'Oro, da dove siano spuntati i Bolidi e perché i Wigtown Wanderers abbiano l'immagine di una mannaia d'argento sulla divisa, allora Il Quidditch attraverso i secoli è il libro che fa per voi. Questa edizione limitata è una copia del volume custodito nella Biblioteca di Hogwarts e consultato quasi quotidianamente dai giovani tifosi del Quidditch. I proventi della vendita di questo libro andranno a Comic Relief, che userà il vostro denaro per salvare vite e migliorarne il tenore, impresa persino più importante e straordinaria della cattura del Boccino d'Oro in tre secondi e mezzo per mano di Roderick Plumpton nel 1921.

Età consigliata: da 8 anni.

La sciura Teresa

La sciura Teresa

La sciura teresa

l’hè veggia e l’hè brutta,
l’hè mèzza distrutta
e la dorma dal dì.

mercoledì 19 maggio 2010

Andreas Hofer - Il Tirolese che sfidò Napoleone


Titolo: Andreas Hofer - Il Tirolese che sfidò Napoleone
Autore: Paolo Gulisano
Editore: Ancora
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.144
Andreas Hofer nacque il 22 novembre 1767 a San Leonardo in Passiria, dominio dell'impero asburgico. Uomo profondamente religioso e di grande rettitudine, si mise alla guida di un movimento insurrezionale composto soprattutto da contadini e piccoli commercianti per liberare il Tirolo, dopo l'occupazione dei bavaresi sostenuti dalla Francia di Napoleone. Arrestato e condotto nella fortezza di Mantova, Hofer venne fucilato il 20 febbraio 1810. Nella figura di Hofer, eroe del Tirolo, si intrecciano patriottismo e difesa delle tradizioni religiose.
L'autore Paolo Gulisano
presenterà il suo libro
giovedì 29 maggio alle ore 21
presso la
biblioteca comunale
di Pregnana Milanese

Modernità e ambivalenza



Titolo: Modernità e ambivalenza
Autore: Zygmunt Bauman
Editore: Bollati Boringhieri
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.350


“Ogni volta che diamo un nome a qualcosa, dividiamo il mondo in due: da un lato le entità che rispondono a quel nome; dall'altro tutte quelle che non lo fanno”. Dare un nome equivale dunque a cercare di ordinare, classificare, archiviare, controllare: null'altro ha fatto la modernità, se non coltivare il progetto di imprimere un ordine artificiale al mondo, per contrastare l'ambivalente, l'oscuro, l'indistinto o l'indefinibile, di cui percepiva la minaccia. Compito votato al fallimento, secondo Bauman, perché è l'ambivalenza, e non l'univocità, la condizione normale del linguaggio. Se si ammette soltanto l'alternativa rigida tra l'ordine e il caos, ci si condanna a essere inadeguati, aprendo la strada all'intolleranza. Ma l'ambivalenza può anche costituire una trappola. Accadde, tra Otto e Novecento, con il percorso di integrazione degli ebrei di lingua tedesca, ossia con la loro fuoriuscita sociale e culturale dal ghetto; la modernizzazione estirpò stili di vita, parlate, costumi, e produsse la categoria ambivalente degli ebrei assimilati, estranei sia alla comunità di provenienza sia alle élite nazionali. Tra rischi e rivincite, l'ambivalenza attraversa gli ultimi due secoli e invade la postmodernità. Dobbiamo imparare a convivere con questo scandalo della ragione.

Lo sguardo del leone



Titolo: Lo sguardo del leone
Autore: Maaza Mengiste
Editore: Neri Pozza
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.368

In un giorno del 1974, la vita di Hailu e di milioni di etiopi muta di colpo. Dal cielo terso e acceso dal sole di Addis Abeba, gli elicotteri dell'esercito imperiale lasciano cadere migliaia di volantini. Adagiandosi al suolo con la grazia di piume strappate, i fogli annunciano alla popolazione l'impensabile: la ribellione dell'arma a una "monarchia vetusta e decadente", incapace di assicurare alla giustizia i corrotti e i responsabili della carestia che flagella l'Etiopia. Nei mesi seguenti l'imperatore Hailè Selassiè, subito dopo aver firmato l'ordinanza di scioglimento del governo e del consiglio della corona, viene arrestato e trasportato in una modesta casa sulla collina che sovrasta la capitale. Nella notte fra il 26 e il 27 agosto del 1975, l'eletto del Signore, il monarca con nelle vene il sangue di re Salomone, il Leone di Giuda che ha combattuto Mussolini, viene soffocato con un cuscino e sepolto sotto il pavimento di una latrina, di fronte alla finestra dell'ufficio del nuovo tiranno, Menghistu. Nei trent'anni trascorsi come medico del Prince Mekonnen Hospital, ribattezzato dal nuovo regime Black Lion Hospital, Hailu non ha mai visto una città così sconvolta come ora. Jeep e uniformi, marce militari e assemblee obbligatorie, una continua parata di manifesti propagandistici, stelle, falci e martelli, operai dall'aria fiera e con i pugni alzati e, soprattutto, incessanti arresti ed esecuzioni di intellettuali, notabili, aristocratici e funzionari imperiali...

La baia delle ombre



Titolo: La baia delle ombre
Autore: Enza E. Festa
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2010

Dettagli: p.168

Virginia è disperata. Dopo aver scoperto che il suo ragazzo la tradiva e aver deciso pur tra mille dubbi di lasciarlo, è costretta a passare le vacanze estive a Procida con la mamma invece che con le sue amiche del cuore. Ma quella che si prospettava come un'estate di tristezza e noia, si trasforma in un'avventura piena di mistero, tra vecchie leggende e fantasmi tormentati che sembrano aver trovato in Virginia la chiave per passare finalmente nell'aldilà in pace. Virginia scoprirà quant'è sottile il confine tra la vita e la morte, ma soprattutto libererà il suo cuore da ogni ombra e si innamorerà di Salvatore, un giovane pescatore dal grande coraggio. Ma saranno sufficienti il suo coraggio e il suo amore per salvarle la vita?
Età di lettura: da 12 anni.

lunedì 17 maggio 2010

Il nipote del Negus



Titolo: Il nipote del Negus
Autore: Andrea Camilleri
Editore: Sellerio
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.224

Nell’agosto del 1929 il nipote del Negus Ailé Selassié si iscrive alla Regia Scuola Mineraria di Vigàta. La cosa provoca un generale scompiglio: al nipote regale deve essere riservata una accoglienza all’altezza del suo rango; questo è l’argomento dell’esilarante corrispondenza tra ministero degli Esteri, Prefetto, Questore di Montelusa, federale di Vigàta, direttore della scuola, ognuno preoccupato, in realtà, di salvare il posto. Dalla scuola viene allontanata qualche testa calda e il principe viene accontentato in ogni suo desiderio. Amante della bella vita, elegante, Grhane Selassié non bada a spese, si fa confezionare abiti ricercati e, visto che i soldi del governo etiopico non bastano mai, comincia a fare debiti. Per di più è un impenitente vitellone e le amanti non si contano. Le cose precipitano quando il nipote viene sollecitato - su idea di Mussolini in persona - a scrivere una lettera di sperticati elogi sul fascismo, lettera da indirizzare allo zio Ailé Selassié; la cosa, infatti, potrebbe tornare utile nel contenzioso tra Italia ed Etiopia sui confini con la Somalia. Il nipote del Negus si fa pregare, poi cerca di sottrarsi e, mentre traballano ministri, prefetti e questori, la vicenda diventa farsa. Con 'Il nipote del Negus' - costruito come 'La concessione del telefono', in una trama fatta di missive, telegrammi, articoli e proclami, dispacci governativi, conversazioni - Camilleri torna alla sua vena più antica, quella più irriverente e comica che fa pensare al Birraio di Preston. E lo fa con quell’intelligente e contagioso divertimento, con quella mescolanza tra storia e fantasia che i suoi lettori conoscono.

Il vulcano degli scarabei – Vol.2



Titolo: Il vulcano degli scarabei – Vol.2
Autore: Henry Chancellor
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.496


Non è cosa da tutti i giorni affacciarsi dalla propria camera a casa degli zii e vedere in cielo un pallone aerostatico con appesa... una ragazza! È quello che è successo a Tom Scatterhorn e la ragazzina è Pearl Smoot, venuta a cercarlo dalle isole del Pacifico. Il padre di Pearl è una spia radiofonica che può captare nelle onde radio conversazioni del passato, del presente e del futuro. Così ha scoperto la storia di Tom alle prese con il segreto di una pericolosa pozione, e per questo è stato fatto prigioniero insieme al padre del ragazzo nella prigione di Scarazand. Una prigione molto particolare, e non solo perché si trova sotto il cratere di un vulcano. Non ci sono guardiani, ma coleotteri che entrano nelle orecchie delle vittime e le trasformano in cloni... Questa volta Tom si troverà ad affrontare qualcosa di ben peggio di animali imbalsamati che rivivono, qualcosa che va oltre la sua immaginazione!

Età di lettura: da 11anni.

Non gridate più

Non gridate più

Non gridate più
Cessate d'uccidere i morti,
Non gridate più, non gridate
Se li volete ancora udire,
Se sperate di non perire.
Hanno l'impercettibile sussurro,
Non fanno più rumore
Del crescere dell'erba,
Lieta dove non passa l'uomo.

di: Giuseppe Ungaretti (1888 - 1970)

Robin Hood



Titolo: Robin Hood
Autore: Alexandre Dumas
Editore: De Agostini
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.208


Corredato da immagini, tutte nuove, e da un testo aggiornato, riveduto e soprattutto integrale, un celebre capolavoro della letteratura per ragazzi.

Età consigliata: da 6 anni.

La Ruota di sangue

La Ruota di sangue

La Ruota di Sangue si trovava nella chiesa, oggi sconsacrata di Santo Stefano, detta S.Stefano in Brolo.Costruita nell'alto medioevo in stile Romanico, la chiesa aveva un bel porticato per riparare le bancarelle e, conservata nei suoi sotterranei, una ruota in pietra scolpita a bassorilievo di cui non si conosce l'età. Esitono due versioni della leggenda che risalgono al tempo di Sant'Ambrogio, e tutte e due associate ad un miracolo di sangue.La prima narra che durante una cruenta battaglia tra cattolici ed ortodossi il sangue cristiano si separasse dall'ortodosso e coagulando formasse una ruota solida che rotolò sino alla porta d'ingresso della chiesa rimanendovi conficcata; secondo un'altra versione, il sangue coagulato era quello di 3 guerrieri cristiani fatti trucidare nel 367 da Valentiniano.

sabato 15 maggio 2010

Una terra chiamata Alentejo



Titolo: Una terra chiamata Alentejo
Autore: Josè Saramago
Editore: Feltrinelli
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.320


Nel corso del Novecento in Portogallo l'economia latifondista ha segnato duramente la vita degli umili braccianti, disegnando una catena di soprusi e prevaricazioni, in un contesto di miseria e ignoranza. Con questa grande storia si interseca la storia marginale di una famiglia di contadini nella regione dell'AIentejo, i Mau-Tempo, le cui origini sono legate a un'antica violenza carnale e sulla quale continua ad abbattersi la prepotenza dei padroni. La loro esistenza quotidiana lungo quattro generazioni, fatta di fame e fatica, è emblematica di passioni, aspirazioni, lotte, sconfitte di tutta una classe sociale che passa dall'umiliazione alla coscienza della propria dignità. Una saga di vinti che parte dalla nascita del latifondo a inizio del secolo scorso, attraversa i primi scioperi bracciantili e gli anni del salazarismo, e arriva fino alla Rivoluzione dei garofani, nel 1974. Il racconto è scandito dal ritmo di una lingua che riproduce quella parlata, tramite detti, proverbi, giochi di parole popolari, e che da così mimeticamente voce al popolo protagonista.

Sette piccoli sospetti



Titolo: Sette piccoli sospetti
Autore: Christian Fascella
Editore: Fazi
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.336


Cos'hanno da confabulare sette ragazzini di dodici anni, in un angolo della piazzetta del paese? Semplice, stanno organizzando la rapina del secolo che cambierà per sempre le loro vite. "Di rapinatori della nostra età non s'è mai sentito", osserva Ranacci, il bastian contrario del gruppo. "È la sorpresa che sta dalla nostra, mica altro!", ribatte Billo, il capo. Per il resto, basta mettere il sonnifero nel caffè della guardia ed è fatta. In una primavera di fine anni Ottanta, il brancaleonesco progetto "criminale" del gruppo è però solo un assaggio, il primo lampo della tempesta annunciata da un sussurro che corre sulla bocca di tutti, da un pensiero che trova sbocco in una frase di paura: "È tornato il Messicano!". Nessuno sa perché fosse sparito nel nulla, anni prima, quando era il re della città e ogni traffico più o meno illecito passava per le sue mani. La fantasia dei sette ragazzini e dell'intero paese si accende e trema alla ricomparsa di questa figura leggendaria, l'Uomo Nero della cui esistenza i più giovani già iniziavano a dubitare, quasi fosse un'evanescente presenza partorita dal folclore locale. Sul filo dei desideri e delle paure inconsce dell'infanzia, Christian Frascella torna con un romanzo che diverte e commuove, trasformando in favola la piccola quotidianità e in mitologia le storie da bar di una provincia immaginaria, ancora per poco ingenua, mentre alle porte già bussa un'adolescenza nuova e misteriosa alla quale tutti, i bambini e il paese intero, dovranno cedere qualcosa.

La guerra

La guerra

C'e' chi gioca con la propria testa,
ma questa non e' che una sola palla
lanciata in altoo rotolata per terra,
presa con la mano
o colpita col piede:
non e' che un'unica palla.
Ma c'e' chi gioca con la testa degli altri,
con molte teste alla volta, con tutte
le teste,
afferrandole al volo, lanciandole
in aria, con metodo,
senza che qualcuna cada,
così da riempire l'orizzonte,
lo zenit,
i punti cardinali.
Ah, quante teste stanno volando!
Tra di loro non trova posto neppure una rondine,
neppure un raggio di sole.
Poi, di colpo, il gioco finisce
e la terra
e' disseminata di teste.

Mihai Beniuc, poeta rumeno, nato nel 1907

Figlio della fortuna



Titolo: Figlio della fortuna
Autore: Anne-Laure Bondoux
Editore: San Paolo Edizioni
Anno di pubblicazione: 2010

Dettagli: p.244

Un viaggio alla ricerca delle proprie radici e della felicità. Un nuovo, emozionante romanzo dell’Autrice Premio Andersen 2009. Ambientato in un Caucaso degli anni Novanta in preda a guerre post-sovietiche, il romanzo racconta di Galya che salva dall’esplosione di un treno per un attentato terroristico un neonato francese di nome Blaise. Quando il bimbo compie sette anni, Galya e Blaise, che lei chiama Koumaìl, intraprendono un viaggio per raggiungere la Francia, ritrovare la madre di Blaise e vivere liberi. Il viaggio è avventuroso e imprevedibile, e parallelamente diventa un viaggio iniziatico per Blaise, un ragazzo che guarda al futuro e cerca la fortuna, che per lui significa destino di libertà.

Età di lettura: da 13 anni.

In dal nom dal rubà

In dal nom dal rubà

In dal nom dal rubà

semper seguità
mai restituì,
o signur dem tuscos a mi.

O signur di puarit,
quel di sciur al ga i curnit,
quel di frà l’è scapà
quel di munach l’è a sulda.

Un uccellino chiamato Francesco



Titolo: Un uccellino chiamato Francesco
Autore: Bruno Concina
Editore: Salani
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.128


Un uccellino di nome Francesco viola la prima regola degli uccelli e si rifiuta di mangiare un verme bello grasso. Preoccupati, i genitori decidono di affidarlo alle cure del vecchio saggio, che Franceco scoprirà essere un terribile falco con una benda sull'occhio. Questi cerca di educare il pulcino raccontandogli dell'uomo che amava tutto il creato: San Francesco. L'uccellino ne resta talmente affascinato che rischia la morte digiunando o cercando di convincere una volpe affamata a dei menù vegetariani. Il falco cerca di rimediare e ben presto anche gli altri animali cominciano a intuire che a ogni regola corrisponde una regola superiore: e quando c'è abbondanza anche la prima regola, quella di procurarsi il cibo, può essere sbagliata.

Età consigliata: da 6 anni.

L´anello fatato

L´anello fatato

C’era una volta un giovane di nome Ebrahim che viveva con la sua vecchia madre in una piccola città. Non possedeva altro che cento toman e un gatto.
Un giorno andò a passeggiare nel bazar della città e notò una cassapanca. Ebrahim provò il desiderio di comprarla e così diede tutto il denaro che aveva e se la portò a casa. La madre, vedendo che aveva speso tutto ciò che aveva per una cassapanca si arrabbiò moltissimo.Ebrahim cercò di aprire la cassapanca che era chiusa a chiave e quando l´aprì ne uscì un grosso serpente. Ma non era un serpente vero, era una fanciulla coperta con la pelle di un serpente. Ella raccontò di essere sfuggita a dei rapitori e di essersi così nascosta lì dentro. Inoltre chiese ad Ebrahim di riportarla da suo padre che gli avrebbe dato una grossa ricompensa. Il ragazzo accettò e strada facendo la ragazza gli disse di chiedere al padre come ricompensa il piedistallo del suo narghilè. Quell´oggetto, gettandolo al suolo, gli avrebbe donato un magnifico palazzo con dentro tutto ciò che avrebbe desiderato il suo cuore. Così infatti successe e sebbene il re fosse piuttosto riluttante nel soddisfare la sua richiesta, Ebrahim ottenne ciò che chiese. Durante il ritorno Ebrahim si ritrovò in un immenso campo senza acqua né piante e decise di provare se davvero quel piedistallo avrebbe funzionato. Lo gettò a terra e d´improvviso comparve un bellissimo ed imponente edificio con tutte le comodità. Ebrahim mangiò e bevve e quando ebbe finito bussarono alla sua porta dei dervisci mendicanti che chiedevano l´elemosina. Ebrahim diede loro cibo e acqua finché uno di loro non gli chiese come aveva fatto ad avere un così bel palazzo nel deserto. Ebrahim spiegò loro la storia e fu così che uno dei dervisci rispose di avere anch´egli un anello fatato dal quale potevano uscire quattro robusti schiavi che ubbidiscono ad ogni ordine ogni volta che viene strofinato. Il mercante gli propose di scambiarlo con la base del narghilè. Dopo vari convincimenti Ebrahim acconsentì allo scambio. Ma quando si ritrovò nuovamente senza niente in mezzo al deserto si pentì amaramente della scelta. Tentò di strofinare l´anello e gli apparvero quattro robusti schiavi. Ordinò loro di mettersi alla ricerca dei dervisci e toglier loro di mano il piedistallo del narghilè. Detto e fatto. In pochi minuti aveva di nuovo il suo piedistallo. Ebrahim continuò la sua strada. Arrivato in una regione molto bella decise di creare nuovamente un bel palazzo. Strofinò l´anello sulla mano e comparvero i quattro schiavi in attesa dei suoi ordini. Un giorno la figlia del re passò di lì e decise di andare a trovare Ebrahim. Ella lo pregò di regalarle l´anello e lui subito acconsentì. Ma una volta uscita dal palazzo Ebrahim si pentì. Fu il fedele gatto questa volta a correre in aiuto di Ebrahim. Il gatto andò nel palazzo del re e si nascose nella camera della principessa. Riuscì a prenderle l´anello e lo riportò ad Ebrahim che ne fu molto felice. Poco tempo dopo il giovane chiese la mano della principessa e divenne così il genero del re. Andò a prendere sua madre per tenerla con sé e per tutto il resto della vita vissero felici e contenti.

Fiaba persiana

mercoledì 12 maggio 2010

Le parole e la pietra

Titolo: Le parole e la pietra
Autore:
Fabio Clerici
Editore: Rupe Mutevole Edizioni
Anno di pubblicazione: 2009
Dettagli: p.100
L'autore Fabio Clerici
presenterà il suo libro
giovedì 13 maggio
alle ore 21
presso la biblioteca comunale
di Pregnana Milanese

L’ultima riga delle favole



Titolo: L’ultima riga delle favole
Autore: Massimo Gramellini
Editore: Longanesi
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.270


A Tomàs, giovane professorino con ferite mai sanate nel cuore, piace Arianna. Ma di fronte a questo sentimento che lo spaventa, sceglie di scappare... E durante la fuga cade in acqua e finisce alle Terme dell'Anima, un universo parallelo in cui vengono accolti coloro che scappano dalla vita, ma covano ancora un desiderio irrealizzato in fondo al cuore. Qui Tomàs imparerà a fare i conti con il suo passato e a morire per ricominciare a vivere... Un apologo che, in modo leggero e intrigante, affascina il lettore, un percorso personale prima ancora che narrativo, in cui si impara a sorridere dei propri limiti e a credere di più in se stessi.

L'addormentato della valle

L'addormentato della valle

E' una gola di verzura dove il fiume canta
impigliando follemente alle erbe stracci
d'argento: dove il sole, dalla fiera montagna
risplende: è una piccola valle che spumeggia di raggi.
Un giovane soldato, bocca aperta, testa nuda,
e la nuca bagnata nel fresco crescione azzurro,
dorme; è disteso nell'erba, sotto la nuvola,
pallido nel suo verde letto dove piove la luce.
I piedi tra i gladioli, dorme. Sorridente come
sorriderebbe un bimbo malato, fa un sonno.
O natura, cullato tiepidamente: ha freddo.
I profumi non fanno più fremere la sua narice;
dorme nel sole, la mano sul suo petto
tranquillo. Ha due rose ferite sul fianco destro.

di: Arthur Rimbaud (1854 - 1891)

Senz’anima



Titolo: Senz’anima
Autore: Massimo Fini
Editore: Chiare Lettere
Anno di pubblicazione: 2010

Dettagli: p.300

Un ritratto dell'Italia contemporanea, un paese privo di principi, di valori condivisi che non siano il Dio Quattrino, inguaribilmente volgare, senza dignità e onore, spietato senza essere virile, femmineo ma non femminile, corrotto, intimamente mafioso, devastato nel suo straordinario paesaggio, naturale, urbano, artistico, che lo ingentiliva insieme alla sua gente. Una parodia di democrazia sequestrata dai partiti e dai suoi mediocri esponenti che la violentano, la abusano, la stuprano a comodo loro. "Senz'anima" fotografa uno spazio, mentale, antropologico, politico, quello dell'Italia degli ultimi trent'anni, seguendo l'avventura giornalistica di Massimo Fini, uomo senza appartenenze, dal mitico "Europeo" all'"Indipendente" fino al "Fatto Quotidiano". Della penna dissacrante di Fini non potevano mancare le "stroncature" e anche i ritratti (mai disgiunti, questi, da una dolente pietas) dei personaggi - da Craxi a Martelli, da Cossiga a Berlusconi, da Gardini a Scalfari, da Costanzo a Vespa - che hanno contribuito a conciare l'Italia così com'è.

Il pane e il sale dei morti

Il pane e il sale dei morti

In occasione dei funerali a tutti coloro che intervenivano alla esequie del defunto veniva distribuito del pane, detto "pan de la limosina", e del sale, un'usanza antica nel mondo contadino-montanaro che rinnovava il precetto evangelico della carita' in presenza della morte, un atto che era anche un impetrare la benedizione e la misericordia divina sull' anima del defunto.

da: http://digilander.libero.it/leggendeitaliane/nord.htm

Skippy muore



Titolo: Skippy muore
Autore: Paul Murray
Editore: Isbn Edizioni
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.640


Daniel “Skippy” Juster e Ruprecht Van Doren sono due tredicenni, compagni di stanza al Seabrook College di Dublino. Skippy è nella squadra di nuoto e trascorre le sue giornate giocando a Nintendo, Ruprecht è un genio in sovrappeso, “due guanciotte da criceto” con la passione per la matematica e la speranza di scoprire, un giorno o l’altro, la vita extraterrestre. Una sera, in un locale, i due fanno a gara a chi mangia più ciambelle. All’improvviso Skippy diventa rosso in viso, stramazza al suolo e muore in pochi minuti. Da questa fatale competizione all’ultimo donut prende il via un’avventura a ritroso, appassionante e tragicomica. Sullo sfondo una grande, importante storia d’amore. E ovviamente il Seabrook College, con party ad alto contenuto stupefacente, spacciatori fuori di testa che fanno la voce grossa, professori che dibattono sulla modernità e varchi che si aprono su universi paralleli. “Donnie Darko”, la Teoria delle stringhe, uno humor nero e dissacrante sono solo alcuni degli ingredienti di questo “Harry Potter” dublinese, per nerd e senza maghi. Romanzo di formazione atipico, divertente e brillante, “Skippy Muore” è un perfetto congegno narrativo con il quale Paul Murray mostra la fragile linea che divide il passato dal presente, l’amore dal tradimento, la vita dalla morte.

martedì 11 maggio 2010

Quando impari ad allacciarti le scarpe



Titolo: Quando impari ad allacciarti le scarpe
Autore: Michela Capone
Editore: Carlo Delfino Editore
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.184


Il racconto si apre con la nascita di Marco, che sembra un bambino normale, ma poi rivela i sintomi di un handicap psichico. Sarà difficile per i genitori che per quanto siano uno medico e l'altra magistrato di accertarne la natura, attraverso una lunga serie di visite e analisi; ma sopra tutto sarà difficile accettare la situazione e condurre la battaglia necessaria per inserire il nuovo arrivato nella famiglia e più tardi nelle strutture della vita civile, la scuola materna, la chiesa, le scuole elementare e media. E comunque ne risulterà sconvolta la vita della famiglia, che comprende già due figlie. Il racconto è scritto in forma di diario dalla madre, che riuscirà faticosamente a passare da un iniziale atteggiamento di rifiuto, e di condanna per quanti non mostrano la giusta comprensione, a uno di accettazione, che si nutre dell'amore per il bambino e di tutte le attenzioni quotidiane che la sua condizione richiede. Una storia forte e avvincente, che si collega inevitabilmente alle mille storie di svantaggiati e di diversi che l'esperienza e la cronaca ci propongono di giorno in giorno. L'autrice, forte anche della sua esperienza professionale, non indulge al lamento, rifugge da una ricerca di commiserazione da parte del lettore e preferisce piuttosto insistere nella condanna delle persone e delle istituzioni che non sono pronte ad aprirsi ai problemi di uno svantaggiato. Questo tono di legittima rabbia e gli accenti di verità ed immediatezza del racconto contribuiscono indubbiamente alla sorpresa che il libro esercita sul lettore e sono stati alla base del grande successo di vendite che l'opera ha registrato alla sua prima uscita.

libro consigliato da Maurizia

Il passerotto e il gattino

Il passerotto e il gattino

Un giorno un contadino perse per strada alcuni semi. Un gruppo di passerotti scese quindi in picchiata al suolo e cominciò a beccarli. Uno di loro, però, preso un chicco d´orzo si allontanò per prepararsi della birra e ubriacarsi.
Preso il chicco, infatti, il passerotto volò fino ad una pozzanghera dove lo mise a mollo. Poi si diresse verso un campo di luppolo e, presa un´infiorescenza, ritornò di nuovo alla pozzanghera e la mise di fianco al chicco. Questi cominciò a dilatarsi, il luppolo si gonfiò e si sciolse ed in breve la birra fu pronta. Di lì a poco giunse nei paraggi un gatto, pronto a cibarsi del passerotto. Questi cercò di chiedere pietà ma non vi fu modo di convincere il gatto. Allora, prima di morire, il passerotto avanzò al gatto la proposta di non mangiarlo prima di non aver fatto il segno della croce. Il gatto accettò ma, nel mentre, l´uccellino si scosse e volò via dicendo:"Se non sei ubriaco, non rotolarti per terra. Se qualcosa ti viene dato da Dio, non farti il segno della croce".

Fiaba Lituana

Ciò che credo



Titolo: Ciò che credo
Autore: Hans Kung
Editore: Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.320


Attraverso il racconto meditato della propria esperienza di uomo di fede ancor prima che di Chiesa, Hans Kung si confronta con i dubbi che attanagliano quotidianamente tutti i credenti: il conflitto tra fede e ragione, la ricerca del senso della vita, l’amore e il timore nei confronti di Dio, il rapporto con le altre confessioni. Con toni pacati lontani dalle roboanti affermazioni degli estremisti pro e anti-religione, Kung descrive un percorso individuale pronto a farsi universale, all’insegna di una religiosità critica che rifiuta il rigido dogmatismo della Chiesa per abbracciare un sentimento di fede più razionale e consapevole, e perciò più umano. E capace di parlare anche a chi non crede.

La ruggine nel sangue



Titolo: La ruggine nel sangue
Autore: Olivia Agostini
Editore: Piemme
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.304


Francis e Lavinia, sedici anni, sono stati scelti come protagonisti di una trasposizione cinematografica del Romeo e Giulietta di Shakespeare. I mesi trascorsi insieme durante la lavorazione del film avvicinano i due ragazzi, toccati nel profondo dall’intensità della storia e dei ruoli che devono interpretare. Così, come spesso accade, il confine tra realtà e finzione si fa sempre più labile e diventa impossibile distinguere la storia d’amore dentro e fuori dal set. Tutto precipita quando i due vengono scoperti dalla severa madre di Lavinia, che vuole obbligare la figlia ad abbandonare immediatamente le riprese. Il regista però ottiene di far girare ai ragazzi l’ultima scena. Un racconto coinvolgente, che culmina con la drammatica scelta di Francis e Lavinia di ripercorrere fino in fondo i passi dei due leggendari amanti di Verona, rendendo immortale il loro amore.

Età di lettura: da 13 anni.

domenica 9 maggio 2010

Dove arde il libro in fin si abbrucia l’uomo

Per non dimenticare
"Dove arde il libro in fin si abbrucia l’uomo"
Heinrich Heine "Almansor"


Mercoledì 10 maggio 1933 a conclusione della campagna per la "germanizzazione dello spirito" nelle principali città del Reich vengono bruciati migliaia di libri

Il rogo dei libri
Quando il regime ordinò che in pubblico fossero arsi
i libri di contenuto malefico e per ogni dove
furono i buoi costretti a trascinare
ai roghi carri di libri, un poeta scoprì
- uno di quelli al bando, uno dei meglio - l'elenco
studiando, degli inceneriti, sgomento, che i suoi
libri erano stati dimenticati. Corse
al suo scrittoio, alato d'ira, e scrisse ai potenti una lettera.
Bruciatemi!, scrisse di volo, bruciatemi!
Questo torto non fatemelo! Non lasciatemi fuori! Che forse
la verità non l'ho sempre, nei miei libri, dichiarata? E ora
mi trattate come se fossi un mentitore! Vi comando:
bruciatemi!
Bertolt Brecht

sabato 8 maggio 2010

Se avessi un martello

Se avessi un martello

Se avessi un martello
Lo batterei al mattino
Batterei alla sera
Per tutte le città
"attenti al pericolo"
dobbiamo riunirci
per poter difender
la pace
Se avessi una campana
Suonerei al mattino
Suonerei alla sera
Per tutte le città
Attenti al pericolo
Dobbiamo riunirci
Per poter difender
La pace
Se avessi una canzone
Canterei al mattino
Canterei alla sera
Per tutte le città
Attenti al pericolo
Dobbiamo riunirci
Per poter difender
La pace
Adesso ho un martello
E ho una campana
E ho una canzone da cantare
Per tutte le città
Martello di giustizia
Campana di libertà
E una canzone Di pace

Victor Jara

Poeta e cantautore cileno, ucciso nello stadio di
Santiago nel 1973 durante il colpo di stato militare.
Gli furono troncate le mani, per negargli la possibilità di
accompgnare i suoi canti di libertà con la propria
chitarra.

La vendetta di Siviglia



Titolo: La vendetta di Siviglia
Autore: Matilde Asensi
Editore: Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.240

Catalina Solis apprende, sull'isola Margarita, che il "padre adottivo" Esteban Nevares, l'uomo che l'aveva tratta in salvo dall'isola deserta, è stato arrestato per contrabbando. Assunte di nuovo le vesti maschili di Martin Nevares, Catalina arriva a Siviglia e riabbraccia in carcere il vecchio agonizzante. Decisa a vendicarlo, si allea con una giovane prostituta e il Marchese che la mantiene e parte alla ventura: diventerà famosa come il pirata Martin Ojo de Piata. Una immersione nel Seicento, tra la Spagna centro del mondo e le Americhe dalle immense ricchezze da sfruttare.

Il mio nome è giustizia



Titolo: Il mio nome è giustizia
Autore: Paul Kenyon
Editore: Piemme
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.256

Justice ha solo quattordici anni quando lascia il villaggio in Ghana dove è cresciuto per fuggire ai maltrattamenti dello zio-guaritore e trovare un po’ di quella giustizia che porta nel nome. Non sa dove è diretto. Non lo sa quando salta su una carovana del deserto, puntando al confine algerino. Non lo sa quando attraversa lo spietato deserto del Niger, costellato dalle ossa dei tanti che non ce l’hanno fatta. Né quando apre un varco nel muro nella terribile prigione di Qatrun, per tirare fuori i suoi amici rinchiusi come clandestini. Anche in Libia, dove il suo tempo si fa attesa, dove viene arrestato e torturato dalla polizia, non gli è chiaro dove sta andando. E non lo diventa quando, insieme a decine di altre persone, viene stipato su una barca, e infine quando i mercanti di uomini li abbandonano in mezzo al mare dopo il naufragio. In nessuno di quei momenti Justice sa dove è diretto. È partito per il suo viaggio verso la Terra Promessa, ma dove sia questa terra, non lo sa. Quando, dopo giorni e notti trascorsi attaccati alle gabbie per i tonni, finalmente qualcuno si decide a soccorrere i ventisette sopravvissuti, stremati e a un passo dalla fine, un marinaio indica a Justice l’orizzonte e gli dice: “Là si prenderanno cura di voi. È un’isola italiana, si chiama Lampedusa.” Il viaggio di Justice è durato quattro anni, tanti ce ne sono voluti per attraversare un continente, per fare a piedi o con mezzi di fortuna le migliaia di chilometri che lo separavano dalla speranza di una vita migliore. A diciotto anni ormai ha la saggezza di chi ne ha vissuti mille. Ha conosciuto la paura e la speranza, la fame e il freddo, la solidarietà e la solitudine, l’innocenza e la violenza. Il suo viaggio però non è ancora finito, perché per i molti come lui il confine della Terra Promessa sembra sempre trovarsi un po’ più in là.

venerdì 7 maggio 2010

Il mostro innocente



Titolo: Il mostro innocente
Autore: Federica Sciarelli
Editore: Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.200


Fra il 1924 e il 1928, Roma è sconvolta da una serie di rapimenti, stupri e omicidi. Le vittime sono sempre bambine. La città è terrorizzata. Interviene Mussolini, pressando le autorità, stanco di non vedere risultati concreti nelle indagini. Serve un capro espiatorio. Lo sfortunato si chiama Gino Girolimoni: contro di lui si costruisce un castello indiziario fragilissimo, eppure l'uomo finisce in carcere. Rilasciato in sordina grazie all'onestà professionale di un commissario, su Girolimoni resta il marchio dell'infamia: finirà i suoi giorni in miseria, ricordato da tutti come il mostro di Roma. Perché quest'uomo ha dovuto pagare? Chi si voleva coprire colpendo un innocente? Nella sua ricostruzione, Federica Sciarelli rivela una pista che conduce fino a una terribile verità.

Uomo del mio tempo

Uomo del mio tempo

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t'ho visto dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T'ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero,
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
quando il fratello disse all'altro fratello:
"Andiamo ai campi". E quell'eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

Salvatore Quasimodo (1901 - 1968)

La nuova vita di Charlie



Titolo: La nuova vita di Charlie
Autore: Susan Shaw
Editore: Piemme
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.208


Charlie ha dodici anni e vive chiuso in cantina. Da anni è la sua casa, il suo mondo e la sua punizione. Charlie, infatti, è convinto di essere stato sbattuto lì perché se l’è meritato. È stato cattivo, così ha detto suo padre. Charlie non ci pensa nemmeno a uscire da quel buco, suo padre non lo permetterebbe. Quindi non è esattamente una fuga quella che lo porta fuori dalla sua prigione. È il caso. Per caso, di colpo, Charlie si ritrova libero, affidato alle cure di una nuova famiglia. Non ha mai visto un telefono o una Tv; non ha mai festeggiato Natale e non è mai stato a scuola. In compenso soffre di allucinazioni, ha disperatamente bisogno di credere all’amore dei suoi genitori e ha il terrore che suo padre lo ritrovi. Eppure, sebbene con fatica, Charlie troverà il suo posto nel mondo, e sarà un posto pieno di amore.

Età di lettura: da 11 anni.

La rosa rossa

La rosa rossa

C’era una volta una bella rosa rossa, talmente bella che tutti si fermavano ad ammirarla. I giovani sognavano di regalarla alle loro innamorate, le api facevano a gara per arrivare al suo nettare e le farfalle si radunavano sui suoi petali morbidi come il velluto. Persino i morti guardandola dal cielo speravano di averla sulle proprie tombe. Insomma , la bella rosa rossa era amata da tutti . Per questo in molti avrebbero voluto raccoglierla ma stava così bene sulla sua pianta che alla fine nessuno aveva il coraggio di reciderla . E poi aveva anche moltissime spine, una quantità infinita di piccoli aculei pungenti sul suo gambo, molte di più delle altre rose. Proprio le rose che le abitavano vicino provavano invidia per la sua bellezza dunque la lasciavano sempre da sola e avvertivano anche i giovani boccioli di fiorire in rami lontani dal suo.La più invidiosa era la rosa bianca; anche la rosa bianca era bellissima e suoi petali sembravano il vestito da sposa di una principessa. La rosa gialla aveva il colore acceso del sole e la rosa rosa la delicatezza delle guance di un bimbo appena nato. Ognuna di loro aveva una sua bellezza ma erano talmente concentrate sulla loro rivale rosa rossa che non gioivano più dei propri profumi, dei colori e della forma elegante delle loro foglie. Si sentivano brutte. E in effetti lo stavano diventando :era la cattiveria a fargli perdere la loro bellezza. Mentre loro erano avvizzite, la rosa rossa era fresca di rugiada e allora le altre rose la allontavano di più. Ma più la rosa rossa rimaneva da sola , più riceveva complimenti perché i passanti la notavano di più ancora.Poi sul finire della primavera , non so cosa accadde, ma come molte belle cose possono finire anche la rosa rossa ad un certo punto sfiorì.Le altre rose erano felici e le dissero:” ora non potrai più vantarti dei bei tuoi petali rossi” e la rosa rispose:” i miei petali non erano rossi per vanità ma per imbarazzo. Sono molto timida e quando mi fanno dei complimenti divento rossa” Le rose:” E mostrarti con tutta quella rugiada al mattino? Non era vanità quella? Non volevi forse sembrare più fresca di noi?” “io veramente piangevo perché stavo da sola” “ tutte quelle spine? Sono per darti sono un aria snob”“sono molto fragile.volevo solo che mi toccassero con prudenza”Un'altra goccia di rugiada apparve sulla rosa rossa. Le altre rose capirono solo allora di essere state ingiuste. La rosa rossa non era né antipatica, né vanitosa, né una rivale : era solo diversa . Non esistono rivali. Da quel momento le altre rose tornarono ad essere di nuovo bellissime e a essere felici della loro diversa bellezza: i colori tornarono a splendere, le foglie divennero più affusolate, godevano dei raggi del sole, si dissetevano con la pioggia e vivevano in armonia . Le api tornavano a succhiare il loro dolce nettare, le farfalle le facevano visita e i passanti respiravano il loro profumo. E la rosa rossa? La rosa rossa appassì. Anche le cose belle sembra che possono finire – è vero - ma in realtà, non finiscono mai e la bellezza di quella rosa rossa vive nella bellezza di tutte le rose di tutto il mondo e di tutti i tempi.

di: Silvia lo Iacono
Da: http://www.favole.org/