lunedì 8 febbraio 2010

Silensii perfett

Silensii perfett

Silensii perfett
chi parla un sgiafett
chi dis una parola
va foera da scola

Lucas Lenz e la mano dell’imperatore



Titolo: Lucas Lenz e la mano dell’imperatore
Autore: Pablo De Sntis
Editore: Edt
Anno di pubblicazione: 2009
Dettagli: p.120

Appostamenti, sospetti ed enigmatici indizi sono gli ingredienti della nuova stravagante indagine del detective Lucas Lenz. Uno scrittore introvabile, un dipinto che uccide chi lo guarda, una strana figura che si illumina al chiarore della luna, la misteriosa compagnia dei Cinque Inviati dell'Imperatore sono gli elementi del rompicapo che il detective riuscirà a risolvere. Alla fine Lenz scoprirà sulla sua pelle l'incredibile segreto della "mano dell'imperatore".

Età di lettura: da 10 anni.

La principessa che non poteva ridere

La principessa che non poteva ridere

C’era una volta un re ricchissimo, molto generoso, coraggioso e giusto. Egli aveva una sola figlia, più bella della luce del giorno e più pia di una santa, ma ella era sempre triste, così triste che nessun uomo poteva vantarsi di averla fatta ridere una sola volta.
Il re aveva un grande cavallo bianco, il suo preferito su settecento altri splendidi cavalli. Questo però era così cattivo che neanche il più abile fabbro della terra era in grado di ferrarne i quattro zoccoli. Per tutto questo il re non era affatto felice. Così decise di far sapere a tutti che l’uomo che sarebbe stato capace di strappare un sorriso alla principessa dal volto triste e ferrare gli zoccoli di Rompiferro, sarebbe diventato genero ed erede del re.
Si presentò una gran folla di pretendenti ma tutti dovettero tornarsene indietro a mani vuote.
In quel tempo viveva un giovane e valente fabbro che decise di tentare la fortuna. Tirò fuori dalla sua cassapanca cento monete d’argento e cinquanta d’oro, tutto ciò che aveva. Dalle cento monete d’argento forgiò quattro ferri di cavallo e dalle cinquanta monete d’oro forgiò ventotto chiodi, sette per ogni ferro. Quindi si mise lo zaino in spalla e prese la strada per la città del re. Durante la sua prima pausa il giovane incontrò un grillo, che saputo ciò che voleva fare gli chiese di poter andare con lui, che forse gli sarebbe stato utile. Così fece e il fabbro si incamminò portando il grillo attaccato al suo mento.
Tre ore dopo il ragazzo sedeva di nuovo per riposarsi. Questa volta incontrò un topo che gli chiese di poterlo accompagnare dal re così forse gli sarebbe stato utile. Così il fabbro si alzò e si rimise in cammino portando il grillo sul mento e il topo sul berretto.
La sera il fabbro dormì in una locanda. Al levarsi dell’aurora fu svegliato da una puntura sulla punta del naso. Era una pulce. Anch’ella chiese al giovane di poter andare con lui dal re così forse gli sarebbe stata utile. Il fabbro si alzò e si rimise in cammino. Il grillo era attaccato al suo mento, il topo al suo berretto e la pulce alla punta del suo naso.
Il giovane arrivò alla città del re proprio nel momento in cui il re e la figlia stavano tornando dalla messa. Alla vista del pretendente, che portava un grillo sul mento, un topo appeso al berretto e una pulce seduta sulla punta del naso, la principessa proruppe in una sonora risata.
Il re fu molto contento di questo, ma mancava la seconda metà del lavoro: ferrare il grande cavallo bianco Rompiferro. Scesero tutti nella stalla e il fabbro tirò fuori dallo zaino gli zoccoli d’argento e i chiodi d’oro. Il cavallo si inalberò e scalciò. Il fabbro rise e chiese al grillo di aiutarlo. Questi saltò nell’orecchio del cavallo e cominciò a stridere più forte che poté. Il cavallo si acquietò e il giovane fabbro riuscì a ferrarlo e a sellarlo.
Fu così che il re mantenne la sua parola e festeggiarono per sette giorni e sette notti. Nessuno vide mai nozze simili e mai più se ne vedranno.

Fiaba della Provenza

sabato 6 febbraio 2010

L’imbroglio nel lenzuolo



Titolo: L’imbroglio nel lenzuolo
Autore: Francesco Costa
Editore : Salani
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.266


1905: il cinematografo conquista Napoli, ma atterrisce i cafoni del circondario ai quali pare una diavoleria che chiamano "'o 'mbruoglie dint'o lenzuolo". Marianna, erbivendola analfabeta, scopre di essere l'attrice di "La casta Susanna", un film di sei minuti in cui si bagna nuda nel lago d'Averno. Ma com'è accaduto che Marianna sia diventata, a sua insaputa, la protagonista del film? La verità la sa Federico, il realizzatore della pellicola, ma intende ricostruirla anche Beatrice, la scrittrice torinese a cui era stato inizialmente offerto il ruolo. Le loro due voci si alternano, così, a quella di Marianna in un doloroso sforzo di memoria che ripercorre la storia del film e dei loro tormentati rapporti.

Un giorno da cavaliere Libro pop-up



Titolo: Un giorno da cavaliere Libro pop-up
Editore : De Agostini
Anno di Pubblicazione: 2010
Dettagli: p.24

Tutto sui cavalieri: dal duro apprendistato come paggi alla solenne cerimonia d'investitura; dalla preparazione prima di una battaglia alle armi usate per gli assalti al castello; dagli spettacolari tornei agli ordini cavallereschi. Un libro per conoscere di più il Medioevo attraverso una figura chiave di quei secoli: il nobile guerriero in sella al suo maestoso destriero! Sfogliando le pagine, appaiono tre grandi alettebuste con tutti i pezzi per costruire i modellini in cartone di un soldato armato di corazza, un guerriero sul proprio cavallo e un elmo a misura di bambino. Un modo semplice e divertente per far rivivere l'epoca medievale nella propria stanza, giocando al cavaliere!

Età di lettura da 6 anni

PIN PIN CAVALIN

PIN PIN CAVALIN

Pin pin cavalin
sòtta al pè del tavolin
pan poss
pan fresch
mi indovini che l’è proppri quest !

L’orrore economico



Titolo: L’orrore economico
Autore: Viviane Forrester
Editore : Ponte alle Grazie
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.192


Quando venne pubblicato per la prima volta nel 1996, questo appassionante libro-denuncia sembrava soltanto un isolato grido d’allarme e suscitò forti polemiche. Ciononostante, questo non bastò ad arrestare il suo successo e, a distanza di oltre un decennio, di fronte a una crisi economica mondiale e di logiche di globalizzazione che hanno umiliato i lavoratori senza produrre vera ricchezza e benessere, la lucida analisi di Viviane Forrester si dimostra più attuale che mai. I nostri concetti di lavoro, e quindi di disoccupazione, attorno ai quali ruota (o finge di ruotare) la politica, non hanno più sostanza: milioni di vite sono dilaniate, destini annientati da questo anacronismo. L’estinzione del lavoro viene presentata come una semplice eclisse quando invece l’insieme degli esseri umani è sempre meno necessario al piccolo numero che governa l’economia e detiene il potere. E gli uomini e le donne esclusi dal mondo del lavoro, in numero sempre crescente, vengono umiliati, trattati come falliti, rifiuti di una società della quale, invece, sono il prodotto principe. E allora, ancora una volta questo saggio diViviane Forrester ci invita a compiere un passo indispensabile, irrinunciabile, che comincia col prendere coscienza della situazione che stiamo vivendo, così da poter dare finalmente una risposta alla domanda più pressante: come porvi fine?